Ripenso spesso, in questi giorni di vacanza, all’ultima assemblea, sapientemente collocata alla fine di luglio.
Quanto sono bravi i nostri consulenti, riescono a suggerire tutte le soluzioni per viaggiare sotto costa a vele basse.
Non lo dico con ironia, ma pensate Voi alle conseguenze che avrebbe potuto avere quest’assemblea seguita da uno strascico inesauribile di polemiche in un periodo normale di lavoro?
Bravi, molto bravi, quest’assemblea si doveva fare a fine luglio e doveva andare come é andata.
Non esisteva soluzione diversa!
La medicina é amara, ma lasciatevelo dire proprio da me, era l’unica soluzione a questo punto.
Voi pensate che mi sia sfuggita l’adozione del sistema di conta dei voti a favore per l’approvazione del bilancio?
Voi pensate che non sia possibile richiedere la conta nominativa, in presenza di un elevato numero di voti contrari?
Voi pensate che non sia possibile richiedere esattamente l’inverso di quello che é stato ammesso, e cioè di rilevare i voti a favore, per avere certezza assoluta della percentuale di approvazione; rilevare,poi, gli astenuti e calcolare, infine per differenza i contrari?
Una rivoluzione copernicana che avrebbe trovato la stessa legittimazione, ma un risultato diverso.
Lo stesso discorso vale per la nomina del consiglio d’amministrazione, argomento che affronterò in un prossimo articolo per un necessario approfondimento.
Il bilancio, quindi, andava approvato e alla stessa maniera non dovrà essere proposta alcuna opposizione dagli aventi diritto perché l’eventuale contestazione per via giudiziaria potrebbe pregiudicare la necessaria asseverazione, assolutamente indispensabile per l’omologazione della manovra.
Presumo che l’asseverazione non sarà depositata prima della scadenza dei termini per l’opposizione, quindi, all’incirca, entro novembre.
Così doveva andare e così è andata.

Queste considerazioni ci inducono a ritenere che la prossima azione del Patto di Sindacato debba essere sviluppata per realizzare il quorum necessario per la convocazione di un’assemblea straordinaria per modifiche statutarie atte ad istituire un regolamento che normalizzi l’acquisizione del voto in maniera scientifica.
Allo stesso modo dovrà essere rivista e regolata l’attribuzione dei poteri al consiglio d’amministrazione, con particolare riferimento alle deleghe, ai divieti di concorrenza ed ai conflitti d’interesse, oggettivi e soggettivi.
Questo é un punto fondamentale per il futuro del CIS e dovrà essere affrontato confrontandosi correttamente ed in piena libertà, condizioni che, oggettivamente sono mancate sino ad ora per una condizione di sudditanza psicologica di ogni categoria di soci: ” buoni o cattivi”.
Proprio questa distinzione ha determinato questa scelta obbligata, poiché la manovra è stata orientata solo nella direzione di rifinanziare 100.000 mq di capannoni da destinare ad altra impresa con diverso assetto sociale.
Non c’entrano nulla quei cartelloni che pubblicizzano una zona franca Interporto Campano di 100.000 mq.?
Per scegliere il nostro futuro dobbiamo avere una direzione aziendale autonoma e priva di condizionamenti relazionali.
Il Distretto conta molto, è importante salvaguardare un importante investimento, ma conta, ancora di più, conservare quello spirito identificativo del CIS che ha dato fiato e vigore a tutto il distretto, ed, ancora oggi, ha sacrificato 60 milioni tra prestiti ed investimenti in Interporto, eppure é costretta a sopportare una manovra con forte tendenza all’enucleazione di un terzo delle sue strutture.
Solo attraverso una revisione delle regole statutarie possiamo arginare questa tendenza.
Non troveremo certamente collaborazione nel proposito da parte dell’attuale organo amministrativo che ha un obiettivo palesemente contrario.
Speriamo, invece, come Patto di Sindacato, di maturare nel contesto sociale una maggiore maturazione dei soci nel ruolo e nell’impegno.
Questa sarà la proposta che Vi sottoporremo nella seconda metà di settembre con il rinnovo delle iscrizioni e delle cariche.
Ve ne parlerò più avanti.

Un’ultima considerazione la dedico ai soci dichiarati falliti su ricorso del CIS ed a quelli che sono in apprensione per la scadenza del termine di rinvio previsto in ottobre.
State tranquilli, noi non Vi dimentichiamo.
Il problema è complesso e non riguarda solo Voi, ma molti di Voi, circa un terzo dei soci.
Lo affronteremo, lasciamo passare la manovra.

É l’unica strada, tortuosa, insidiosa, sconosciuta, ma é l’unica, dobbiamo percorrerla.
Teniamoci per mano.

Emilio D’Angelo
Patto di Sindacato di voto dei soci CIS S.p.A.

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