Il tratto introduttivo é stato liberamente riportato da :

“Il caffè sospeso ” di Luciano De Crescenzo.
Vi consiglio di leggerlo, una perla di piacevole saggezza.

Tutto cominciò con Pitagora nel VI secolo a.C.
Un giorno l’illustre filosofo disse ai suoi discepoli:”Ragazzi, qua gli uomini si dividono in due categorie : i matematici, che poi saremmo noi, e gli acusmatici, che sarebbero tutti gli altri.
I primi posseggono la conoscenza ( dal greco= màthema ) e sono per questo sempre rispettati, gli altri, invece, non contano nulla: devono solo sentire e basta.
Ciò premesso, é bene che voi da oggi in poi, non vi facciate più capire:ogni volta che siete in presenza di un estraneo, ovvero di un acusmatico, parlate di codici, usando parole incomprensibili se non addirittura dei numeri.
Solo così riuscirete a conservare il potere.
L’incomprensibilità conferisce potere.

Così nascono i neologismi, spesso tratti dalla lingua inglese.É sufficiente aggiungere ” are ” per creare nuovi termini, quanti ne volete.
Si inventano nuovi termini per mascherare in bella veste situazioni drammatiche per gli effetti che determinano nella vita degli acusmatici, gli altri, quelli che non appartengono al cerchio dei padroni della conoscenza.
Una volta per esprimere la sicurezza di un credito, di un progetto, di un affidamento, si diceva: Stai tranquillo, hai messo i soldi in Banca!
Hanno inventato il ” bail in”!
Il termine ” manovra ” all’inizio veniva comunemente usato per indicare l’attività di parcheggio di un auto, di un mezzo di lavoro, di un natante in fase di approdo. Talvolta, invece, in senso traslato, il termine veniva usato per indicare la subdola azione di soggetti molto furbi che tentavano di raggirarti.
In epoca più recente il termine é stato acquisito dalla finanza pubblica, per indicare un progetto di riequilibrio del bilancio dello Stato.
Quando al CIS le cose non sono andate più nel verso giusto, i numerosi tecnici chiamati all’azione di salvataggio hanno adottato il termine di “manovra ” per mettere in pari tutto quello che era diventato dispari.Un vero miracolo della scienza finanziaria!
Nella manovra c’é tutto, dal pareggio di bilancio al generoso intervento delle banche in conto ” patrimonio “, passando per la costituzione ideale di 100.000 mq di immobili da destinare ad una ” Bad Bank” per creare un nuovo soggetto che abbia il Know-how del CIS ma un respiro internazionale.
Piano..piano, fermati un momento,  in poche righe mi hai rovesciato addosso tante parole che non capisco
Cos’é il Know-how ? Non capisco l’inglese!
Ma dai, lo usano tutti i managers più pagati ed oggi anche quelli che vengono pagati per dire solo quello: significa vendere conoscenze.
Perché abbiamo venduto le nostre conoscenze, la nostra esperienza?
É strano, non me ne sono proprio accorto di aver venduto questo benedetto Know-how, me l’hanno venduto senza dirmi niente e forse mi é costato più venderlo che tenermelo, magari in soffitta.
Ma, poi, cos’é questa Bad Bank? Mi sono informato è letteralmente significa ” banca cattiva” e mi sono meravigliato non sapevo che esistesse una differenza fra banche buone e cattive, ma, mi domando ancora: cattiva per chi?
Secondo i matematici viene definita cattiva perché dovrebbe essere usata per metterci dentro tutte le sofferenze, ormai irrecuperabili, per provare a ricavarci qualcosa.
Si chiama rottamazione di quello che non serve più, una specie di cannibalismo finanziario per generare dai presunti cadaveri una nuova vita.
Quello che Papa Francesco chiama la cultura dello “scarto”.
Hanno ragione, nella banca cattiva del CIS, ci finiranno tutte le sofferenze del CIS, le vere sofferenze, non quelle ideali, ma ci andranno accompagnate da un considerevole valore immobiliare che garantiva il prestito.
Così il CIS sarà eternizzato, vi ricordate quando andava di moda questa propaganda per giustificare il continuo rinvio del termine di riscatto. La proprietà immobiliare intestata ai soci sarebbe stata la morte del Sistema CIS.
E dagli, continua a coniare termini incomprensibili, che cavolo é un sistema?
Ignorante é un modo per realizzare la convergenza di interessi di vari soggetti che mirano a realizzare un modello progettuale virtuoso comune.
Troppo complicato, noi, in trecento, ci siamo messi insieme per fare commercio ed offrire una proposta valida ed attraente, una specie di vetrina gigantesca nella quale abbiamo esposto tutta la nostra merce.
É stato un successo, un grande successo, ma é ormai solo un ricordo.Le cose sono cambiate, il nostro progetto si è appiattito e chi non ha rinnovato la sua rete commerciale, sta in grande difficoltà.
Avevamo cominciato con un solo cancello di entrata ed uno di uscita, una cantilena che intendeva affermare che nulla doveva uscire dal CIS, sino a quando non abbiamo inventato un nuovo cancello per fonderci con Interporto, la nuova frontiera del futuro.
Sapete com’é finita, i matematici hanno chiuso il cancello quando d
al CIS sono scappati tutti i buoi e non c’era più niente da trasferire.
Si, ma vuoi mettere ” il Distretto” con una banale città del Commercio quando il commercio non esiste più, ma va di moda solo la logistica e la movimentazione?
Ma, scusa, questa benedetta merce prima di depositarla e movimentarla, nascerà da qualche parte e, dopo, dovrà essere pur utilizzata da qualcuno?
A me sembra demenziale considerare prevalente la funzione di un’ attività di servizio, rispetto alla creazione ed alla distribuzione di un prodotto.
Vedrete che prima o poi verranno altri matematici a spiegarci che la ” new economy” si alimenta solo con nuove idee e la ricchezza sono solo le idee, anche se sei pieno di debiti.
Ma allora abbiamo qualche speranza, anche noi abbiamo qualche debituccio e le idee non ci mancano.
Si, ma voi non siete dei matematici e poi non avete idee nuove, continuate a pensare di poter fare il Vostro mestiere di famiglia e non volete proprio cambiare, parlate di tradizioni, di valori, di Piazza Mercato o di San Giuseppe Vesuviano e non Vi accorgete che il mondo é cambiato e l’unico valore rimasto é quello bollato.
Vi hanno proposto la città dell’acqua, il canale navigabile, i treni veloci, addirittura una licenza per guidare il taxi ma Voi no, non ne volete proprio sapere.
Amici miei, non ci capisco più niente, dovrei aggiornare il mio lessico, ma non ci riesco. Preferisco continuare ad usare, di tanto in tanto, una lingua immortale che in due parole espone un progetto di vita: ” mutatis mutandis ” che non significa : cambiate le vostre mutande, come sembrerebbe, ma, piuttosto : ” dovete avere il coraggio di cambiare le cose che vanno cambiate, se volete sopravvivere”.

Lunga Vita al CIS

Dedicata al mio amico Dino.

Emilio

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