È veramente minimo il contributo di idee e di impegno che, in misura diversa e sincera passione, avrebbe dovuto confortare un’azione comune in un momento così drammatico della nostra vita sociale.
Molti, con banali motivazioni, giustificano il proprio silenzio ed un naturale disimpegno.
Sono molto deluso.
Ho pensato di sospendere per qualche giorno la pubblicazione di nuovi articoli, in segno di protesta.Senza il Vostro contributo non ha senso continuare a scrivere.
Vorrei che ognuno di noi si proponesse di affrontare, finalmente, un esame importante innanzi ad un giudice monocratico severissimo: la propria coscienza.
Ho pubblicato il mio primo articolo di questo blog nel 2013, sono passati 965 giorni e non ho mai fatto mancare il mio contributo alla causa.
Ho pubblicato 250 articoli, che messi insieme formano un’enciclopedia della storia del “mutuo” CIS”.
Ho ricevuto 71.000 visite ed oltre mille commenti.
Ho raccolto intorno a me tanti soci, siamo arrivati ad avere un vasto consenso di soci azionisti, circa un terzo del capitale.
Ho dato l’impulso, con il determinante contributo di tutto il direttivo, per la costituzione di un Patto di Sindacato, assoluta novità per una società consortile.
Eppure…
Oggi avverto un forte distacco, anche i soci più rappresentativi, improvvisamente, tacciono.
Anche alcuni che pure mi avevano affiancato con passione ed impegno senza farmi mancare attestati di stima e riconoscenza.
Perché?
Questa è l’unica domanda che rivolgo a tutti, nessuno escluso.
Vorrei capire se vi siete, improvvisamente, convinti che la strada intrapresa sia la migliore, quella più giusta.
Vorrei capire se trovate corretta l’impostazione della manovra e la ritenete coerente con gli interessi sociali.
Vorrei capire se, invece, Vi siete rassegnati ad accettare la soluzione più semplice: quella di non far niente e lasciar fare.
Vorrei capire se siete riusciti a tollerare tutto quello che ci é successo, immolando le ragioni della vostra coscienza sull’altare della convenienza individuale.
Vorrei sapere se veramente siete convinti di salvarvi da soli o se, invece, non vi accorgete che state solo sopravvivendo.
Vorrei sapere se esiste una speranza di salvare il nostro CIS da un processo di rottamazione che si realizzerà con il consenso delle banche, interessate, sin dall’inizio, solo a riequilibrare, a spese dei soci del CIS, l’esposizione finanziaria di Interporto Campano.
Vorrei sapere se siete sicuri che questo direttivo ha la forza, il coraggio, la volontà e l’indipendenza di risollevare le sorti del Cis, ormai abbandonato a se stesso dalla fine del 2011.
Vorrei, infine, sapere se siete disposti a difendere in assemblea la vostra dignità di socio.
Interrogate la Vostra coscienza e se volete, datemi una risposta.
Fatemi capire che avete ragione Voi, continuando a tacere.
Fate pure; i nobili propositi si infrangono spesso sulla banalità del quotidilano.
Buon esame a tutti e, almeno speriamo,
Lunga vita al CIS .

Il senso di un Patto d’onore:

«Non ti arrendere mai, neanche quando la fatica si fa sentire, neanche quando il tuo piede inciampa, neanche quando i tuoi occhi bruciano, neanche quando i tuoi sforzi sono ignorati, neanche quando la delusione ti avvilisce, neanche quando l’errore ti scoraggia, neanche quando il tradimento ti ferisce, neanche quando il successo ti abbandona, neanche quando l’ingratitudine ti sgomenta, neanche quando l’incomprensione ti circonda, neanche quando la noia ti atterra, neanche quando tutto ha l’aria del niente, neanche quando il peso del peccato ti schiaccia… Invoca il tuo Dio, stringi i pugni, sorridi… e ricomincia».
Papa Francesco.

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