Art. 2364 c.c. Assemblea ordinaria.
L’assemblea ordinaria approva il bilancio, nomina gli amministratori , i sindaci ed il presidente del collegio sindacale.
Deve essere convocata almeno una vita all’anno, entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio sociale. L’atto costitutivo può stabilire un termine maggiore, non superiore, in ogni caso a sei mesi, quando particolari esigenze lo richiedono.
Nel nostro caso il temine é spirato il 30 giugno 2016 per la richiesta approvazione del bilancio .

Consiglio d’amministrazione in carica sino all’approvazione del bilancio 2015.
Presidente : cav.d.l. Giovanni Punzo
Consiglieri in carica :
signori Casolaro Paolo, Scognamiglio Giovanni, Vignola Lorenzo, Sorbino Giuseppe, Carillo Michele, Genovese Francesco, Grimaldi Ferdinando.

Organo di controllo: Collegio sindacale
Presidente : dott. Salvatore Marone
Sindaci: dott. Lucio Mele e dott. Achille Giordano.

Lettera aperta al Consiglio di amministrazione.

Signor Presidente, signori consiglieri, cari colleghi,

Vi rappresento la mia viva preoccupazione per la mancata convocazione dell’assemblea ordinaria che avrebbe dovuto consentire ai soci di prendere conoscenza dello stato dei fatti.
Dopo un anno di silenzio, interrotto da un’unica comunicazione del signor coordinatore della società, non abbiamo notizia alcuna da Voi, che, per obbligo di legge e dovere morale, avreste dovuto convocarci.
Non Vi nascondo che da più parti mi è stato rappresentata la necessità di un intervento per via giudiziaria, ampiamente previsto nella fattispecie, per ottenere la convocazione dell’assemblea.
Ho fondati motivi per ritenere che un intervento di tale profilo potrebbe pregiudicare il laborioso esito dell’accordo di ristrutturazione del debito ex art. 182 bis della Legge Fallimentare”
Tale accordo doveva essere asseverato ed omologato dal Tribunale competente per poter concludere la fase deliberativa.

Egregi amministratori,

Vi ricordo che foste nominati su precisa richiesta del Presidente per poter concludere in pochi mesi l’attività avviata, successivamente, e comunque non oltre i termini previsti per l’approvazione del bilancio 2015, sarebbe stato nominato un nuovo esecutivo per gestire gli effetti della manovra.
Non intendo valutare quale contezza Voi abbiate della complessa ristrutturazione avviata, ma intendo fermamente raccomandare alla Vostra coscienza e alla Vostra personale responsabilità alcuni punti molto delicati della vicenda che state gestendo in nome e per conto dell’assemblea sociale.
Qualsiasi decisione sarete chiamate a prendere, non dimenticate mai che siete amministratori del CIS e niente potrà giustificare qualsiasi delibera assunta in conflitto d’interesse con altre società partecipate.
Il doloroso esempio dei finanziamenti deliberati a favore di Interporto Campano, in piena crisi finanziaria, non trova ancora, ad oggi, una giustificazione, né tecnica, né morale.
Il piano di ristrutturazione del CIS, non dovrà mai trovare punti di connessione o di riferimento ad analoghi piani riguardanti società appartenenti al Distretto.
Portate a conclusione il Vostro delicato compito, evitando l’abituale ricorso al metodo delle ” cooptazioni ” che consente la nomina di nuovi amministratori sino alla ratifica della prima assemblea.
Sarebbe veramente scorretto utilizzare tale espediente nella consapevolezza che l’assemblea non è stata tempestivamente convocata.
Equivarrebbe a stabilire una ” dittatura amministrativa”.
Valga sempre il principio della responsabilità individuale, ognuno decida sempre secondo scienza e coscienza ed in mancanza di una posizione convinta, esiste sempre il più corretto metodo dell’astensione.
Vedete la nostra società ha visto fallire circa 30 aziende, altrove sarebbe successo il finimondo, da noi questa grave lesione, anche se sanguina ancora, è stata assorbita con grande dignità; allo stesso modo i soci solventi, che hanno continuato a pagare regolarmente, pur in presenza di un accordo in area fallimentare, sono stati un eccezionale esempio di solidarietà consortile.
Questa è gente speciale, soci di valore, disposta a qualsiasi sacrificio pur di salvare il CIS e la propria azienda.
A Voi, colleghi consiglieri, raccomando il nostro CIS, il nostro destino è vincolato alle Vostre decisioni, riflettete bene perché non dobbiate mai dire: non lo sapevo!
Mi impegno, con tutte le mie forze, a mantenere la questione nell’ambito della dialettica sociale, se riceverò da Voi una risposta adeguata alla dignità del Vostro ruolo.
Vi prego vivamente di mantenere inalterate cariche, ruoli e responsabilità almeno fino alla prossima assemblea.

Vi saluto cordialmente.
Emilio D’Angelo, fondatore del Patto di Sindacato di voto dei soci del CIS S.p.a.

Lunga Vita al CIS.

Annunci