Martedì 26 luglio Confedercontribuenti ha postato su Face Book il seguente comunicato,

Finocchiaro (Pres. Confedercontribuenti):

“Al CIS di Nola ad oggi i soci attendono che sia presentato il bilancio 2015. La società nessuno sa’ che perdite reali ha accumulato in questi anni. Dal 2014 la Procura di Nola indaga. Ma tutto tace. 30 imprese sono state fatte fallire. Unicredit e Intesa San Paolo da tre anni, ogni anno in prossimità dell’approvazione del bilancio, consentono comunicati in cui affermano di essere d’accordo nel volere ristrutturare il debito, salvo attendere l’asseveratore del piano. Il Patto di Sindacato, lancia sermoni fra il garantire lo status quo e la cristiana comprensione. Il Patto caro D’Angelo ha fallito e rischia di divenire complice inconsapevole. Intanto le imprese sono nelle mani di un CdA del Cis di Nola senza proposte, forse per garantire cosa? Gli interessi degli azionisti di Interporto e di altre cinque societa’. Di questo a discusso l’ultimo CdA . A che titolo?’ Il Presidente del Collegio Sindacale e i suoi componenti, che chiameremo alla responsabilità personale cosa dicono? E che dice il Patto di Sindacato diretto dal Signor Emilio D’Angelo? E che dicono le procure di Napoli e Nola? E che dicono la GdF di Nola e il Comando Generale? E che dicono i Consiglieri del CdA del Cis? E che dicono gli uomini delle banche coinvolte. Visto che non dicono è giunto il momento che li facciamo parlare in coro. Presso le sedi appropriate. In Italia sono le Procure della Repubblica. p.s. : Sui fallimenti, Signor D’Angelo i suoi sermoni li riservi ad altro. Visto che in maniera “notarile” il suo Patto di Sindacato ne prendeva atto.”

LETTERA APERTA al PRESIDENTE CONFEDERCONTRIBUENTI.

L’intervento è destinato a provocare una dura reazione per l’inqualificabile qualunquismo che attribuisce ingiustificate responsabilità omissive ad organi, istituzioni, ed anche al Patto di Sindacato di voto, in particolare alla mia persona.

Il “caro D’Angelo” lo attribuisca a chi conosce: le sue valutazioni sull’azione del Patto di Sindacato di voto rivelano l’ assoluta ignoranza della funzione e del ruolo di un’organizzazione para sociale, regolata e definita da precise norme di legge.

Un patto di sindacato di voto non ha alcuna rappresentanza giuridica fuori dall’ambito assembleare, nei limiti consentiti dalla legge e dallo statuto sociale. In quella sede, come è ampiamente documentato nei verbali d’assemblea, registrati negli archivi camerali, non è mai  mancato il nostro intervento di denuncia per l’irregolare andamento amministrativo che ci ha condotti nell’attuale condizione.

Nell’ultimo biennio, attraverso il blog, abbiamo pubblicato 260 articoli di denuncia sociale, raccogliendo 77.000 visite in un ambiente limitato, forte segnale di attenzione e fiducia per un comportamento sempre equilibrato, mai prono ad interessi personali o colpi ad effetto.

Abbiamo ricevuto centinaia di soci, sono intervenuto personalmente in molti casi difficili presso la struttura amministrativa, mi sono esposto  per chiunque abbia chiesto il mio aiuto o il mio consiglio.Ho sostenuto chiunque abbia bussato alla mia porta, senza distinzione di appartenenza.

Il Patto ha stimolato un giudizio di accertamento, pendente presso il Tribunale di Napoli, nel quale è coinvolto anche il pool di banche, con una puntuale richiesta di sequestro delle rate di sub mutuo che il CIS ha incassato e non ha riversato.Tale richiesta fu respinta solo  perché il ceto bancario ammise, in fase istruttoria, che esisteva un progetto di accordo con il Cis in fase di perfezionamento, rifiutando il sequestro cautelare.

Questo è un elemento fondamentale che introduce un principio di esclusione della solidarietà della garanzia ipotecaria, nell’area delle aziende adempienti.

Veniamo alla dolente situazione delle richieste di fallimento del CIS contro alcune aziende socie morse?

Lei mi attribuisce un ruolo notarile, non riesco a capire cosa avrei certificato.

La procedura concorsuale è assolutamente autonoma e prevede un primo impulso del creditore e poi un severo processo di accertamento giudiziale che dipende solo dai giudici delegati di concerto con il Presidente della sezione fallimentare del Tribunale adito.

Il giudice obbedisce solo alla Legge, dopo aver letto “le carte”.

Quale margine d’intervento ha un Patto di Sindacato di voto che non ha, per definizione di legge, alcuna rappresentanza legale dei soci aderenti?

Abbiamo urlato forte, molto più forte di quanto  faccia Lei, e solo ora.

Il risultato?

L’ attività giudiziaria in sede fallimentare, inutile ed inopportuna, è stata sospesa. Questo è un merito del Patto, non lo dimentichi.

Chi, inoltre,  ha denunciato pubblicamente, per primo, le incaute delibere dei   finanziamenti infra-gruppo da CIS  a Interporto?

Chi ha fatto cessare tale inopportuna consuetudine, consentendo che nell’ultimo bilancio ( 2014 ) venissero accantonate riserve liquide pari a 30 milioni di euro?

Potrei continuare per giorni, elencando innumerevoli contatti  con decine di legali e commercialisti delle aziende socie, che sono testimoni del nostro generoso impegno sociale e di tutte le innumerevoli attività informative a favore dei soci.

Egregio Presidente Finocchiaro,

Lei ha sparato contro la “Croce Rossa”, commettendo un atto ingiusto ed inopportuno che non giova al nostro progetto di una “Lunga Vita del CIS” e turba ulteriormente la nostra, già precaria, solidarietà sociale.

Lei vuole sapere cosa faremo?

Quello che, ragionevolmente, si aspettano tutte le aziende socie responsabili : cercheremo di evitare il fallimento, accettando, allo stato dei fatti, gli effetti negativi della manovra, così  come è stata concepita.

Cercheremo, poi, in un’assemblea ancora sovrana, appena sarà omologata la manovra, il consenso necessario per costituire un nuovo organo amministrativo, aperto ad una partecipazione del ceto bancario, ma non subordinata ad esso, per trattare condizioni ragionevoli di autonoma gestione dell’area inadempiente.

Questa è la funzione di un Patto di Sindacato di voto in un momento drammatico della vita sociale del più rappresentativo nucleo d’impresa consortile d’Europa.

Le vicende societarie che investono un così alto numero di imprese e di famiglie, vanno trattate con cautela perché non sempre le reazioni più virulente rappresentano  la soluzione più equa e conveniente per l’intera comunità sociale. 

Questa, almeno, è la mia opinione, secondo coscienza.

Lei, invece, cosa propone, oltre a sfidare mafia, camorra e colletti bianchi?

Sono curioso di saperlo, ma intanto la saluto con vivo rincrescimento.

dr. Emilio D’Angelo, socio Cis dal 1986, per passione civile Fondatore del Patto di Sindacato dei soci del CIS.

 
Annunci