Sono proprio sicuro che, al massimo, entro ottobre saremo convocati in Assemblea perché questa benedetta quota di partecipazione azionaria, proporzionata e vincolata al possesso del capannone, è veramente la cosa più dura da abbattere.Vedrete che avevo ragione a raccomandare calma e pazienza.
La nostra ” finale ” l’avremo, potrebbe essere l’ultima o la prima di una nuova sfida verso il futuro.
In palio c’é la ” Coppa ” per una Lunga Vita del CIS.
Non posso prevedere il risultato, quello dipende dal coraggio che avrete, dalla voglia di battervi, della passione per il vostro passato, dalla fede nel vostro futuro, dall’insofferenza verso un prevalente senso di opportunismo, dal disprezzo per tutte le forme di clientelismo, dal netto rifiuto delle prepotenze.
La risposta la troverete nella Vostra coscienza.
Proverò a contattarvi uno ad uno, cerco alleati, chiedo l’aiuto di tanti colleghi che da trent’anni mi hanno accompagnato in questa straordinaria impresa.
Amici miei, con tanti di Voi abbiamo convissuto esaltanti esperienze di consiglio, momenti nei quali si costruiva il CIS, vorrei chiedere a Voi se non siete preoccupati, se trovate giusto che il Cis debba pagare il conto più alto degli errori del Distretto.
Vorrei andare oltre al Patto, vorrei una grande convergenza d’interesse per un confronto chiaro, reale, senza fingimenti.
Qui non ci sono esaltati che tirano a distruggere, ma c’è un popolo che resiste ad una gravissima prepotenza.
Verranno in assemblea, ci convocheranno, ma non solo per approvare il bilancio, ormai asseverato e forse pure omologato, verranno pure per proporre una nuova governance con un amministratore delegato, con ampi poteri, nominato dalle Banche.
Devono venire per forza, per dare una veste legale ad una serie interminabile di ingiustizie ai danni del CIS.
Verranno e chiederanno, nella parte straordinaria, di approvare tutti gli effetti della manovra, anche quelli riflessi e riferibili ad altre società del distretto.
Così per un pugno di euro sono fallite almeno 30 aziende socie, mentre affidavamo 40 milioni in prestito ad Interporto.
Di questi 40, almeno la metà non sarà più restituita, ma andrà ad incrementare la quota di partecipazione di CIS ad Interporto.
Vi chiederanno di autorizzare la partecipazione al patrimonio del CIS da parte delle banche per 123 milioni di euro per consentire di portare a perdita altri 7O/80 milioni di euro, per azzerare il valore dei capannoni dismessi.
In cambio attribuiremo alle Banche circa 100.000 mq di capannoni, un terzo del Cis, senza aver offerto a questi soci nessuna occasione di rinegoziare il mutuo.
Chi e come sarà gestita quest’area?
Quali saranno le tutele per il contratto di leasing di queste aziende?
Che fine ha fatto la questione interessi anatocistici e quella ancor più grave dei derivati?
Qual’è il progetto industriale del CIS ?
Chi vi ha mai detto una parola dal 29 luglio 2015?
Chi ha chiuso il varco Cis Interporto?
Chi ha spostato gli uffici dal CIS dieci anni fa’ per portarli in Interporto e, solo, da qualche mese, in Vulcano…buono.
Chi ha modificato la pubblicità a Napoli, escludendo il CIS?
Scusate, ma non veniva”
primma ‘o CIS , po’ nata vota o’ CIS e po’ ancora o’ CIS ?
E, invece, con tutto il rispetto per le banche creditrici, vi pare giusto che ci venga imposto un’amministratore delegato, a costo nostro, senza avere nemmeno il garbo di proporlo all’assemblea?
Ma che soci siamo?
Non contiamo proprio niente, tanto così dobbiamo fare perché ci conviene.
I soci adempienti solo così potranno salvare il capannone che hanno pagato due volte.
Anche a chi dondola un po’ conviene acquisire l’ombra di protezione dei potenti, per non finire nella lista dei 100.000, quella dei deportati dal CIS per effetto del brillante accordo con le Banche.
Agli altri, come me che ho riscattato dieci anni fa’ , comunque conviene perché ” chi me lo fa fare?”
Il problema è che ad una certa età si dorme poco la notte e ti interroghi su come hai speso la maggior parte della tua vita.
Allora fai un bilancio, ti accorgi che qualcosa hai sbagliato, ma non hai fatto mai piangere nessuno per i tuoi errori.
Non vorrei cominciare adesso.
Mi vengono in mente i volti dei miei quattro nipoti, intravedo il loro sorriso incantato e non posso tradirli:  loro mi credono un principe….
E, quando qualcuno Ti ritiene degno di stima, non puoi deluderlo.

Qui da noi troppa gente ha pianto, troppe porte sono rimaste chiuse, troppe strade sono rimaste deserte, troppi silenzi non danno speranze.

Qui da noi il socio sta morendo, tra poco diventerà un prodotto, una macchina del Sistema Finanziario.

Voi che fate, siete con me o Vi sedete all’ombra del potere finanziario e lasciate fare?
E allora, non ci venite proprio in assemblea, date le deleghe al sistema e lasciate fare, almeno non vedrete come muore il CIS e, forse, ve ne farete una ragione, pensando che non è anche colpa nostra.

Non dobbiamo fare la guerra, ma almeno abbiamo il dovere di lottare per la nostra storia e di chiedere rispetto per quello che abbiamo dato e per quello che valiamo.
Si, perché , Tu , mio socio nel CIS, vali ed anche molto.
Fallo pesare, non avrai un’altra occasione.

Lunga Vita al CIS.

Noi ci guarderemo sempre negli occhi, senza abbassare mai la testa.

Emilio

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