Mi domandò con insistenza:
Com’è possibile che la base sociale sia completamente ignorata e destituita di ogni facoltà di scelta e d’intervento?
Nuovi poteri amministrativi sono stati  assegnati in consiglio attraverso il meccanismo della cooptazione.
É stato nominato un amministratore delegato, su indicazione del ceto bancario: il dr. Sergio Iasi.
Viene, cosi, replicata la duplicazione dei poteri, Cis-Interporto, nella stessa persona.
Quanti danni ha prodotto al Cis, la convivenza amministrativa e gestionale con Interporto nell’ultimo decennio!
Avete sotto i Vostri occhi, quante risorse finanziarie, umane e commerciali sono state canalizzate da Cis ad Interporto, in nome del “distretto”.
Ebbene, in prospettiva si replica, anzi si raddoppia.
L’area speculativa d’interesse prevalente è quella dei 100,000 mq , un terzo del CIS: chi la collocherà e con quali tutele dei contratti di leasing?
Nulla trapela del progetto finanziario, né alcuna giustificazione viene data per il ritardo nella richiesta di omologazione della manovra, prevista per novembre2015, né per la mancata convocazione dell’assemblea ordinaria che appariva  imminente.
La cosa più grave è che né il consiglio d’amministrazione nominato dall’assemblea, né il nuovo amministratore, imposto dal ceto bancario, ritengono necessario proporre o, almeno, spiegare alla base sociale il piano industriale collegato alla manovra.
Siamo in piena dittatura finanziaria.
Di questi tempi non ci resta che continuare a confrontarci fra noi per capire quale resistenza possiamo opporre a questa prepotenza.
Intanto vorrei ricordare quello che abbiamo appreso dalle notizie più “fresche” , il verbale d’assemblea del 29 luglio 2015,
La manovra prevede che le banche in cambio dei 100,000 mq di capannoni, un terzo del CIS, apporteranno nel patrimonio della nostra società 130 milioni di strumenti partecipativi senza diritto di voto. Questo per consentire di portare una perdita nel bilancio 2015 di circa 80 milioni di euro, conseguenza dell’estromissione dal patrimonio immobiliare dei 100.000 mq di capannoni.
Chi ci garantirà che un gruppo esterno non acquisisca dalle banche questo pacchetto immobiliare ad un  prezzo svalutato?
Ormai gli immobili non sono più nella disponibilità del CIS e a manovra omologata, saranno nella disponibilità delle banche.
Vi allego nuovamente il link del verbale d’assemblea dal quale potrete rilevare la consistenza di questa terribile ipotesi.
Vi allego , pure, la certificazione camerale dei nuovi poteri attribuiti dal CIS, che è preceduta dall’elenco dei soci.
Forse scorrendolo, sono una trentina  di pagine, faremo un buon ripasso per ricordare la consistenza consortile e la qualificazione della base sociale del CIS e, quanto è  diversa, direi addirittura opposta, a quella dell’Interporto.
Questa è una società consortile con vocazione economica e non speculativa.
Questa è una società di imprese economiche, non di investimento.

Evitiamo nuovi conflitti d’interesse.

Cis non è Interporto, né CISFI, né Vulcano ed ancora meno una società d’investimento lussemburghese.
Se non è chiaro, proviamo  a chiarire, altrimenti sarà difficile trovare soluzioni condivise e costruttive.
A mali estremi, estremi rimedi.

Buona Lettura.

Emilio D’Angelo.Fondatore del Patto di Sindacato di voto dei soci CIS s.p.a.

visura-cis

Verbale Assemblea CIS Spa 29.07.2015

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