Cari soci,

dobbiamo prepararci ad affrontare una realtà feroce, è stata preclusa ogni speranza, perché l’Accordo ci riduce in schiavitù assembleare.

Resiste ancora qualche debole e fatua illusione di”protezionismo” che non è più compatibile con il quadro generale tracciato dall’Accordo.

Lo schioppettio di qualche imbarazzante petardo sfiatato  che gira per un Centro smarrito ed abbandonato.

Tristi figure, servi del nuovo potere, che sperano di salvarsi continuando a strisciare.

Il ceto bancario ha sistemato tutto, collocando i figuranti nei posti di rappresentanza e conservando solo per se il controllo totale del CIS: il Presidente conserva solo  la rappresentanza per due anni, ma perde il potere.

Come noi, non può decidere più niente ma deve solo curare il rapporto con i soci per conto delle banche.

Vi propongo la lettura di un quadro sintetico allegato agli Accordi di Moratoria, prelevato dagli archivi camerali.

Le facoltà dell’assemblea sono state cancellate, il CIS è un corpo senza testa, un mostro che si dibatte in lenta agonia.

Meglio valutare l’ipotesi di una dolce morte, forse il fallimento sarà pena più lieve.

In caso di fallimento del CIS, ai sensi dell’ultimo comma dell’art. 72 quater l. fall., l’utilizzatore (di beni concessi in locazione finanziaria) “conserva la facoltà di acquistare alla scadenza del contratto, la proprietà del bene, previo pagamento dei canoni e del prezzo pattuito. “

L’acquisto avverrebbe nell’ambito della procedura fallimentare, con conseguente “purgazione” delle ipoteche attualmente gravanti sugli immobili (naturalmente a condizione che il socio paghi tutto quanto dovuto per il leasing , per il sub mutuo ed il prezzo di riscatto).

La prospettiva del CIS, per quanto resti drammatica e dolorosa, rappresenta, allo stato dei fatti, la morte più dolce rispetto, ad una pessima gestione amministrativa che ci ha consegnato al violento strapotere del ceto bancario.

La par condicio  creditorum sottrarrebbe alle Banche l’ingiustificato privilegio dell’eccesso di garanzia, la definizione a condizioni infamanti dell’iniquo gravame dei derivati, il salvacondotto per le evidenti irregolarità di gestione, per la commistione dei conti CIS-Interporto, ma soprattutto impedirebbe qualsiasi speculazione sull’area inadempiente.

Questo accordo salva solo gli interessi di chi l’ha sottoscritto.

Mi ero ripromesso di non parlare ancora di numeri, ma una domanda mi strozza la gola, è troppo evidente, non posso trattenermi.

B) Manovra Finanziaria.

il debito complessivo di 272,4 m. Al 31.12.2015 sarà rimborsato con i seguenti pagamenti obbligatori:

€76m. Con un nuovo piano di ammortamento sino al 2021 ( Cassa Cis e Canoni in bonis )

Scusate, ma al 31.12.2014 non avevamo in cassa 30 m. e 100m.e pochi spiccioli per rate di mutuo da incassare dei soci in Bonis?

Il totale faceva 130?

Com’è che ora gli scienziati ne trovano 54 in meno?

Sono aumentati gli insolventi oppure sono aumentati i costi per spese di consulenza e buttiamo tutto dentro nella gigantesca perdita che ci proporrete di approvare?

Ah, dimenticavo, le Banche ci regaleranno,  un prestito, 149 m.  convertito  in SFP, strumenti finananziari partecipativi, al fine da risolvere da subito l’attuale sbilancio patrimoniale.

Che infinita bontà?

Ma qual’è l’esca sull’amo?

la cancellazione dell’ipoteca sul proprio capannone previo pagamento di tutte le rate di sub mutuo, comprensive di interessi ed oneri derivati, e della rata di riscatto leasing.

Finalmente agli schiavi sarà consegnata la libertà, dopo aver pagato sino all’ultimo euro.

Una bella trovata la divisione dei buoni e dei cattivi!

Riflettete gente e se Vi capita di vedere in giro qualche pubblicitario del sistema, trattatelo con cura, Vi potrebbe proporre nuovi affari e il sogno di un grande futuro.

“Invadere Area Ingrosso Sud “

Questo è l’ordine che viene dai circoli finanziari.

Lunga Vita al CIS , rispondiamo noi.

Emilio D’Angelo

Il Patto di Sindacato dell’ultimo voto.

 

Allegato Link:

accordi-di-moratoria

Annunci