Oggi pubblico il testo integrale dell’Accordo di ristrutturazione del debito.

Nei precedenti articoli ho anticipato gli aspetti ( S ) qualificanti che contrassegnano in quale direzione stiamo andando.

Mi limiterò ad alcune considerazioni di valore strategico, evitando di valutare cifre e bilanci per mettere a fuoco (! ) l’analisi sui principi fondanti dell’Accordo.

Ci sarà tempo per parlare di cifre.

Considerazioni:

  1. non esiste alcun margine di manovra che venga attribuito alla facoltà discrezionale dell’assemblea.Nasce spontanea la domanda: ” ma che ci andiamo a fare in assemblea? “
  2. Gli aspetti relativi alla governance ed al diritto di veto in assemblea su materie decisive per il nostro futuro, da parte degli amministratori che rappresentano i diritti degli SFP, non sono mai apparsi nelle precedenti relazioni delle rare assemblee per l’approvazione dei precedenti bilanci.
  3. I vincoli imposti all’assemblea devono essere approvati in un’assemblea straordinaria, sicuramente prevista, perché allo stato appaiono in sostanziale violazione dello spirito costitutivo della società, con particolare riferimento al controllo dei valori condominiali, rappresentato dalla proporzione mq di utenza/azioni.
  4. La definitiva consegna al ceto bancario di tutte le facoltà di abituale competenza dell’assemblea, con particolare incidenza sulla progettualità ed il rilancio del sistema, ormai abbandonato alla rottamazione.
  5. La sottrazione dei poteri esecutivi al Presidente, C.d.l. Giovanni Punzo, storico leader e fondatore del Distretto.
  6. La transazione, a condizioni inique, di tutta la vasta area relativa al gravame degli oneri dei derivati, alla questione dell’anatocismo, ai tassi di interesse nel rapporto tra i soci in sub mutuo.
  7. La rinuncia ad ogni azione di responsabilità per tutti i profili che possono essere riferiti a tale circostanza.
  8. Il definitivo abbandono ad ogni influenza sui progetti di spesa ed oneri condominiali che saranno influenzati da ingenti costi improduttivi  per onorari e consulenze.
  9. L’inammissibile comportamento strategico ed informativo dell’organo amministrativo, sia quello nominato dall’assemblea che quello integrato per cooptazione, che, in una notte di fine estate, ha affidato pieni poteri al dr. Sergio Iasi in CIS ed Interporto.Nessuna comunicazione, nessun chiarimento.Siamo un gregge al pascolo che deve andare solo in una direzione, al macello del valore associativo.

È veramente indegno che quanto Voi soci riuscite ad apprendere dipende solo dalla mia buona salute!

Eppure in giro ci sono ancora gli uomini del presidente, ex amministratore plenipotenziario, a spendere nuove proposte di vecchio stile.

Abbiate almeno il coraggio di dirlo, l’isola 2 non Vi basta, metterete mano alla 6 e poi, a mano a mano, ci darete scacco matto.

Il Presidente tornerà in sella per gestire un nuovo progetto sulle ceneri del CIS, perché, dopo aver abbattuto, bisogna costruire, costruire, costruire.

Questo è il nuovo che il nuovo avanza, forse ci sarà posto per alcune aziende solide, come la mia, che il proprio spazio l’hanno trovato fuori dal CIS.

Questo è l’imperativo categorico e,  nella nuova impresa, compariranno di nuovo vecchi amici e compagni d’affari, perché i treni corrono veloci e non si possono fermare ad ogni stazione.

Oggi non potevano fare a meno di sollevare il Presidente dalla gestione per gli evidenti squilibri in tutte le società del distretto, ma al momento opportuno, dove andranno senza di lui, il padrone delle nostre coscienze e del territorio?

Scusate, ma se hanno fatto tutto loro e a noi non ci vogliono nemmeno sentire, perché non moriamo RESISTENDO?

Vedremo, almeno, se avranno ” il coraggio ” di farci fallire.

Sarà dura per loro farci fallire, dovranno darne conto alla Legge, quella con L maiuscola, che non si ottiene solo nei tribunali.

Leggeremo, almeno, sul loro volto un po’ d’imbarazzo ad apparire con la fascia azzurra dei benefattori dell’umanità, davanti a tante aziende seppellite dalla loro ingordigia di ” fare futuro “.

Lunga Vita al CIS

Ci sentiremo spesso, intanto portate ai Vostri consulenti questo  Accordo.

Ne avete il dovere, anche Voi consiglieri che l’avete approvato, c’è sempre tempo per rielaborare cosa avete subito e cosa ci fate subire.

Più avanti pubblicherò gli allegati, intanto Voi stampatevi il riassunto di due paginette, altrimenti nel Testo completo Vi perderete nel bosco di norme, titoli, avvocati e consulenti di fama.

Noi siamo gente semplice, ma una cosa è preziosa da conservare: l’onore!

Per noi del Patto è una questione d’onore.

Emilio D’Angelo.

Fondatore del Patto di Sindacato di voto dei soci CIS

per l’ultimo atto, sino alla fine.

Link:

accordi-di-moratoria

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