Caro notaio,
Sento forte la mancanza della Sua saggezza, del senso vivo del diritto, della passione civile per una bella impresa del Sud.
Che cosa grande è stato il CIS!
Voi ci pensate, si mettono insieme 200 commercianti e costruiscono una città dell’ingrosso in sei isole.
Queste isole, con il lavoro della gente, diventano presto isole del tesoro, e la richiesta aumenta e ampliamo il CIS con altre due isole e diventiamo trecento.
Si trecento, giovani e forti e non siamo ancora morti.
L’intuizione di un grande giurista, Canio Restaino, tradusse in diritto quello che avevamo creato: un impresa consortile, la più grande del mondo.
Un sogno, l’orgoglio della nostra generazione.
Centinaia di tesi sono state prodotte su questo fenomeno dell’imprenditoria meridionale, la nuova frontiera dell’Economia, la città dell’ingrosso.
Canio era un uomo schivo e riservato, ma nascondeva dietro a quella riservatezza un animo nobile ed un cuore generoso.
Sono stato sempre convinto che quando venne al mondo, nacque prima il Diritto e poi Lui.
S’inventò la formula del Socio\Utilizzatore del capannone e vincolò in rigida proporzione metri posseduti con quantità di azioni.
Inventò la Democrazia Assembleare, intuendo che alla lunga il valore del rapporto condominiale sarebbe stato di gran lunga superiore a quello individuale.
Esaltò il valore collettivo e creò le basi perché nascesse il Sistema CIS.
Questa era la Dignità di soci CIS.
Noi siamo il CIS, senza dignità sociale, non siamo nessuno, semplici utenti, o proprietari, a qualsiasi titolo, di un capannone in una campagna.
Questo il potere finanziario ci ha sottratto, la dignità sociale.
Tutto si può ricostruire, ma la dignità no, non ha prezzo, tanto vale morire e sperare di risorgere altrove.

Cari amici,
Oggi non vi parlerò di manovre, accordi, clausole o veti.
Oggi parlerò di noi, di quello che vogliamo fare.
La situazione è chiara, finalmente il nuovo potere costituito ha inventato un nuovo strumento, con un nome innocuo, SFP,
Strumenti finanziari partecipativi, ma capace di distruggere la storia della nostra impresa consortile.

Arriveranno nuovi treni veloci, capannoni, zone franche e meno franche, per noi non vi sarà più spazio, noi siamo il passato, bisogna distruggere per costruire futuro.


Taccio di Cesare, non lo riconosco più! 

Siamo noi, tutti noi, anche quelli che stanno dietro alle quinte perché vivono ancora l’imbarazzo di contrariare chi detiene il potere.
Ma Vi siete accorti che il nuovo potere non ha volto?

Amici, soci, colleghi e Voi, consiglieri, prima di tutti,

siamo ancora in tempo per vendere caro il nostro onore.

Uno strumento c’è : la forza del diritto.
Nessuno ci può imporre di accettare questo martirio.
Decideremo, poi, come opporci nelle sedi competenti.
L’ipotesi fallimento, nell’attuale intreccio soffocante, è quanto mai molto probabile.
Bisogna prepararsi, a noi serve uno strumento sociale nuovo che riporti la struttura giuridica del buon Canio Restaino in un nuovo soggetto che affronti e si proponga alla gestione fallimentare in prima analisi per il regolare funzionamento del Centro.
Dobbiamo fotocopiare il CIS e riprodurlo nella sua funzione essenziale : il consorzio di imprese per il commercio, la produzione e lo sviluppo delle attività meridionali.
Noi non siamo venuti al CIS per costruire capannoni ma per costruire imprese ed abbiamo il diritto di continuare a farlo.
Ci serve lo strumento, l’ispirazione di Canio, dobbiamo cercare la strada subito e praticarla con coraggio.
Il CIS non deve morire, nemmeno un momento si deve interrompere la storia del CIS.
Mi servite Voi soci, decimati dalle azioni fallimentari e dal diffuso inadempimento nel quale siete stati costretti.
Mi servite Voi, non posso lasciarne dietro nemmeno uno.
Mi servite Voi, miei fedeli seguaci del Patto, Voi amici del CIS, ma soprattutto Voi, soci storici, consiglieri o ex consiglieri, fondatori, un po’ stanchi e delusi da questa sciagurata deriva.
Non lasciate 
morire il CIS.
Vi prego, non lasciate morire il Cis, 
è una questione di cuore!

Lunga Vita al CIS
Emilio

Dedicata ad un galantuomo, al principe dei giuristi, al mio eroe contemporaneo:

al notaio Canio Restaino.

Consegno a Voi , giovani generazione del CIS,  questa nobile memoria, perché ricordiate chi ha dato onore ai sacrifici dei Vostri Padri.

Annunci