Che tristezza!
Ancora vecchi metodi clientelari, adunanze separate per gruppi da gestire.
La società ci informa, con Prot. 806 del 13.10.2016:

“Gentili soci,
facendo seguito a quanto anticipato con la nostra comunicazione del 4 ottobre u.s. vi informiamo di aver programmato una serie di riunioni informative nel corso delle quali saranno illustrati gli aspetti inerenti l’Accordo di Ristrutturazione Cis con il ceto bancario.
Le date delle riunioni, che si terranno presso l’Edificio Servizi-Lotto D 1 dell’Interporto, sono di seguito riportate:

lunedì       17 ottobre h.18:00
giovedì      20 ottobre h18:00
mercoledì 26 ottobre h.18:00
giovedì      27 ottobre h.18:00

In calce viene indicato in grassetto a quale riunione il gentile socio è stato invitato.”  (  Saluti e fine comunicazione ). 

Mi sembra un po’ come stare a bordo del Titanic, mentre va a fondo, il Capitano fa il giro dei tavoli e dispensa confortanti informazioni, pur consapevole che nulla potrà mutare un destino ormai segnato.
La musica, intanto, continua a suonare, è sempre la stessa, si suona in area riservata nel ” potente ” Interporto, fra treni e futuro.
Nessuno osi osservare qualcosa su quel migliaio di pagine al vaglio della sezione fallimentare del Tribunale di Nola.
Semplici formalità, che ne capite Voi poveri “mercatari”: questa è roba d’alta finanza, è stata studiata dai migliori consulenti del mondo per salvare il Distretto.
Quale onore!
Un popolo di mercanti trattato come un business internazionale, purché paghi il conto.

Una domanda semplice, semplice: potrei essere presente alle riunioni programmate per dare un contributo alla discussione?

Oggi su Il Mattino, Massimo Lo Cicero ha scritto un articolo molto interessante “Caso Banconapoli e occasioni perdute”
” Negli anni novanta, un collasso della banca, dove si combinavano l’arresto immediato e troppo brusco dei sussidi per le imprese meridionali ed una debacle dei crediti inesigibili, ne decreta la fine.
Per fronteggiare la debacle del Banco di Napoli, prima di trasferirlo al gruppo Intesa, viene attivata la legge Sindona che affida ad una società di gestione un volume di titoli di Stato , il rendimento dei quali , sostiene i costi del recupero dei crediti deteriorati.
Sga sta per Società di Gestione Attività , cioè dei crediti da recuperare.
Quelli che oggi si chiamano ” non performing loan ” ovvero prestiti che possono essere acquistati da altri ad un prezzo inferiore al credito originario totale.
Per la cronaca, la Sga ha recuperato nel tempo quasi tutto il capitale incagliato.
La Sga ha continuato a lavorare mentre la Fondazione Banco di Napoli, ovvero la persona giuridica che aveva ereditato la storia dei banchi pubblici nati nel 1500, si trova in una condizione particolare: è l’unica Fondazione bancaria che non ha più una Banca.”

Questo in un mondo finanziario popolato da Banche che hanno frodato i risparmiatori, vendendo loro spazzatura, nuovi Strumenti Finanziari!
Ora che si è scoperto che la Sga è ancora viva e vegeta, il Ministero del Tesoro l’ha rilevata ed ha utilizzato un certo volume di fondi per sostenere il Fondo Atlante, che rappresenta lo scudo per i prestiti non performing del Monte Paschi di Siena.
Non so se qualcuno si domanderà che fine faranno i prestiti non performing del nostro CIS?
Vuoi vedere che faremo la fine del Banco di Napoli , arriva il piemontese di turno, magari con la fascia azzurra di un gran benefattore, e si compra questi maledetti crediti incagliati, garantiti da ipoteche immobiliari, per quattro soldi e noi restiamo senza banchi?

Sapete cosa hanno organizzato gli scienziati della Finanza?

Date uno sguardo all’ Allegato E parte 1 Attestazione ex art. 182 bis L. F., rimarrete stupiti, tanto è facile la lettura.

L’elenco sintetico delle svalutazioni previste nella semestrale di bilancio 2016, vincolata al Piano Finanziario.(Le svalutazioni sono espresse tra parentesi.) In allegato il link:

attestazione-ex-art-182-bis-L.F.

Qualsiasi intervento su presunti crediti deteriorati  è preceduto da una svalutazione degli stessi, per adeguare i valori di bilancio alla reale capacità di recupero.

Spesso questa operazione contabile nasconde l’insidia di favorire una successiva collocazione speculativa dei crediti svalutati.Nel caso del CIS non possiamo dimenticare che il residuo credito da mutuo e da sub mutuo è assistito da un’ipoteca immobiliare di oltre 700 milioni di euro e che il singolo cespite ha capienza almeno per il doppio del presunto debito.

A questo punto, come si spiega la necessità di svalutare, quasi a zero, il valore immobiliare dei cespiti incagliati per sistemare la perdita portando nel passivo del patrimonio sociale, gli strumenti finanziari partecipativi?

Possibile che a nessuno sfiori almeno il dubbio che attraverso il blocco sociale degli SFP verrà realizzato un piano industriale che consegna il CIS alla speculazione finanziaria, pagando l’olocausto finale alla sciagurata gestione amministrativa di Interporto Campano?

Che senso avrebbe il punto 12 dell’Accordo che titola:

Cedibilità dell’Accordo e del Credito?

 

Gentili soci,
quando sarete convocati per gruppi omogenei, fatevi accompagnare dai Vostri consulenti e provate a domandare a colui che presiederà la riunione: 

  • Qual’ è il regalo che ci hanno fatto le Banche?
  • Perché dobbiamo cedere alle Banche la governance del CIS?
  • Perché dobbiamo subire il diritto di veto per ogni iniziativa o facoltà del socio da parte dei rappresentanti degli S.F.P. ?
    (Strumenti finanziari partecipativi senza diritto di voto ma con diritto di veto e governance bloccata) 
  • Perché dobbiamo regalare ad Interporto 24 milioni di svalutazione del credito e delle partecipazioni?
  • Perché dobbiamo rinunciare e transigere per qualsiasi pretesa sugli oneri dei derivati e dell’anatocismo?
  • Perché dobbiamo rinunciare ad ogni azione di responsabilità verso gli amministratori?
  • Perché dobbiamo subire l’esodo o il trasferimento di decine di aziende?
  • Perché il nostro C.d.a.è stato costretto a riconoscere in una proposta d’Accordo del CIS , assolutamente autonoma per composizione sociale e vocazione costitutiva, le determinazioni di altri Accordi che riguardano Interporto e collegate?
  • Perché si continua a perseguitare i soci con ricorsi d’urgenza ex art. 700 per il rilascio dei capannoni, nella consapevolezza che, anche in caso di rilascio, non si potrà mai ottenere la disponibilità del bene senza un giudizio di merito?

Forse non basta il danno procurato alla comunità sociale con l’azione fallimentare?

Vogliamo iniziare un nuovo calvario per demolire definitivamente il valore immobiliare e commerciale del Cis?

Cari soci e colleghi,
Forse noi del Patto non saremo invitati a queste riunioni “di famiglia”, e allora, ne abbiamo fatto una noi.

Venite ad incontrarci, martedì 18 alle ore 18:00
Nola Centro servizi Vulcano Hotel HOLIDAY INN.

Aderite al Comitato per il No, l’ultima trincea.

Lunga vita al CIS.

Emilio D’Angelo.

 

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