Sabato 19 ho letto l’intervista rilasciata dal dr.Sergio Iasi, amministratore delegato di CIS e Interporto, cooptato e non eletto il 21 luglio.

Ad intervistarlo era il solito Sergio Governale del ‘Il Mattino”.
Il titolo?
” Merci di notte sulle linee TAV così rilanceremo il CIS”

Di spalla:
Le polemiche: “Turbolenze più di facciata che concrete: i dissenzienti forse pensano ad un futuro diverso dal nostro”

Domanda:
Conferma le cifre riportate ieri ( nell’articolo pubblicato )?

“Si. Il debito complessivo è 740 milioni, di cui la maggior parte verso le Banche.Diverso è il discorso per la ristrutturazione del debito del Vulcano Buono pari a 140 milioni.
Il concetto di fondo è che le banche hanno alleggerito il debito di oltre la metà.
Questa è la dimostrazione della capacità industriale del CIS.”

Domanda : Perché ?
“Perché di solito le società o si liquidano o si fanno a pezzi per recuperare solo le parti buone.
Nel caso del CIS le banche si sono rese conto della maggiore probabilità di recupero del debito con il rilancio industriale, perché dopo quattro anni di crisi la sua valenza è ancora forte, perché dentro ci sono molte aziende e molti lavoratori e perché il rilancio, senza spezzatino, è realistico.”

Domanda : Passiamo ad Interporto.
“Ha tempi di riconversione più lunghi.”

Risponde un dissenziente a nome e per conto di 80 aziende socie che hanno aderito al Patto di Sindacato di voto,
i soci senza voce, privati della loro dignità sociale perché impediti ad esprimersi nella sede naturale: l’assemblea.

Signor Governale, Lei ha mai ascoltato qualche socio del CIS di Nola? Quante volte ci è venuto, non nella palazzina del potere, ma fra la gente, nelle isole !

È Lei, dr. Iasi quante volte è entrato nel CIS dal 21 luglio?

Cosa conosce della nostra storia prima del 21 luglio 2016?

Lo sa che su 300 aziende socie, solo 30 sono fallite e potevano essere salvate se fosse stata consentita la cessione del capannone a nuova utenza.

Come vuole rilanciare il CIS ?
Forse vuole portare merce di notte sulla linea Tav nell’isola 2 dopo opportuno ” concentramento “?
Scusi, ma non sta confondendo CIS con Interporto!
Non è grave, ci cascano in tanti, anche illustri uomini di diritto!
Che ci possiamo fare, questa da noi è brava gente, sopporta tutto!
Siamo un po’ come i somari, veniamo caricati sino a scoppiare, tiriamo la carretta ma alla fine sempre somari rimaniamo!
Le dico questo ed avverto un senso di calore che mi riga il viso, sarà rabbia o delusione, non lo so.
Certamente so che questo Accordo ” marmellata di amarezze ” ci priva ingiustamente di una dignità sociale che non ci è stata regalata.

E Lei signor Governale ha mai dato uno sguardo all’assetto sociale del Cis?

Ha mai pensato a chi appartiene questa società?

A trecento soci che sono stati imprigionati in un mutuo solidale, assurdo, iniquo con garanzie ipotecarie per 740 milioni di valore immobiliare, con una copertura di oneri derivati che ha inciso per oltre 100 milioni di euro.

Lo sa Lei che fra CIS ed Interporto l’unica relazione amministrativa è la partecipazione di CIS al capitale di Interporto, ed un gravoso ed improvvido prestito di 37 milioni di euro concesso sempre da CIS ad Interporto?

Lo sa Lei che i separati Accordi di ristrutturazione del CIS e di Interporto, e non poteva essere diversamente, condizionano il CIS a sopportare una svalutazione dei crediti e della partecipazione?

Lo sa Lei che i soci del CIS, la maggioranza solvente, non mi piace virtuosa, ma solvente, sarà chiamata a rinunciare con modifica statutaria ad una governance autonoma, ad ogni attività di indirizzo sociale, ad ogni facoltà del socio?

Lo sa Lei che ci verrà richiesto la modifica fondamentale dell’art. 6 dello Statuto che rapportando i metri posseduti alle azioni ha creato il progetto della più bella consortile del mondo e che questa modifica sconvolgerà il progetto è la vocazione costitutiva del Cis, consegnando le chiavi del sistema Cis alle Banche?

E Le sembra ragionevole che il 70% dei soci solventi consegnino governance e progetto industriale al sistema finanziario?

E poi, non le sorge il dubbio che questo consistente indebitamento di 740 milioni oltre i 140 di Vulcano fanno tutti capo ad un’unica direzione amministrativa ed il CIS ha un debito inferiore ad un terzo, pari a 270 milioni dei quali oltre 100 di interessi e derivati.
Il tutto coperto da un’ipoteca pari al triplo del valore.

E non Le sembra strano che il vice presidente di Unicredit, Banca agente, Luca Cordero di Montezemolo sia socio d’impresa in NTV con il Presidente Punzo e che abbia interessi in Interporto e che tali interessi appaiono vistosamente favoriti da un Accordo CIS – Banche, subordinato e referente ad Interporto anche nel progetto industriale?

Potrei continuare ancora, ricordandole che quelli che Lei definisce ” affittuari ” , nel precedente articolo, tecnicamente sono locatori finanziari con diritto di riscatto per effetto di un contratto di leasing ormai compiuto da tempo.
Solo il termine di riscatto, facoltà unilaterale a favore del socio, fu rinviato da una parte dei soci per aderire alla proposta di finanziamento ( sub mutuo ).

Non esiste nulla nel CIS, nel patrimonio sociale ed immobiliare che non appartenga  alle aziende socie che hanno apportato al distretto risorse finanziarie, tradizione, cultura d’impresa e spirito di sacrificio con almeno due generazioni.

Questo deve essere chiaro, sino ad oggi non esiste un ” patron ” del Cis, ma con l’Accordo il CIS avrà nominato il suo padrone: il potere finanziario.
Altro che spezzatino, questo è un pasto completo!

Se vuole rendere un meritevole servizio d’informazione, mi consenta di suggerirle un’intervista in contraddittorio con gli amministratori, peraltro con mandato scaduto e non rinnovato per mancata convocazione dell’assemblea nei termini previsti dalla Legge.

Le confermo che non ci sono ” turbolenze di facciata” ma ” discriminazioni di fondo ” ai danni del Cis nella gestione della crisi ed ancor più nei termini della manovra.

Resisteremo come possono fare gli uomini d’onore, affronteremo l’Assemblea con la morte nel cuore e la determinazione di chi crede nella giustizia e nei valori morali.

Lunga Vita al CIS.

Emilio D’Angelo

Patto di Sindacato di voto dei soci del CIS.

Comitato del No alle modifiche dello Statuto.

+39 081 5108410

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