Quante volte ci lamentiamo perché nessuno ha il coraggio di cambiare, perché la Giustizia è lenta, perché i colpevoli non pagano mai, perché i giovani da noi non hanno speranza, perché il Sud non è autonomo e dipende sempre da qualcuno, il potente di turno, la politica, le banche o da un potentato di un Nord che si sposta continuamente.

Le stesse persone, proprio le stesse, che si lamentano e vorrebbero fuggire dall’Italia, sono le prime ad accettare qualsiasi soluzione purché ciò che avviene non danneggi il proprio orticello.
Se rubano a fianco  a noi, il furto è più lieve, quasi una sciocchezza.
Se il vicino subisce una violenza, è triste… ma di questi tempi bisogna fare più attenzione…
Addirittura la morte è un normale evento naturale se non tocca gli affetti più cari;  per non parlare delle tragedie immani che vengono vissute attraverso il video,  all’ora di cena sul telegiornale, come fosse un film!
C’è poi, Facebook, il giudizio mediatico, la Cassazione delle coscienze: non serve la toga, il giudizio è rapido e la pena capitale è sancita dalla cancellazione dell’amicizia!
Questo avviene nella vita reale, nella società, nella politica e giù nel tritacarne buttiamoci tutto, il buono e il cattivo, tanto sempre polpette sono, magari avvelenate.
E i giorni passano, pure i mesi e gli anni e tutto muta nei nostri giudizi: i buoni diventano cattivi e fastidiosi, i cattivi diventano passabili, i torti diventano diritti e le violazioni dei diritti appaiono come lievi trasgressioni per interessi superiori…..La gente è stanca, vuole staccare la spina, arriva il Santo Natale e tutti saremo più buoni, almeno salviamo il cenone della vigilia.

Scusate, perché Vi meravigliate se qui da noi al CIS si dirottano i soldi incassati per pagare i mutui verso Interporto, una società diversa nell’ambito dello stesso Territorio, e nessuno dice niente?
Basta cambiare nome al territorio, definirlo con enfasi “Distretto ” e questo attribuisce un potere superiore a chi governa, in deroga ad ogni regola codificata.
Conflitto d’interesse, divieto di concorrenza ?
E dove sta?
Cis ed Interporto sono ” una cosa ” direbbero a Napoli, questi quattro cafoni di sudisti, me compreso.
Sono stati collocati tutti i capannoni nell’Interporto , con relativi premi, mentre al CIS abbiamo accatastato capannoni per colpa dei soci morosi.
Le due operazioni, assolutamente libere da ogni vincolo di concorrenza, sono talmente chiare che sono state condotte dallo stesso dirigente commerciale del CIS, dr.Fulvio Guida,  talmente bravo da preparare anche un bel tabellone colorato, esposto negli uffici  nell’Interporto, con il quadro della situazione.
Ci sono tutte le posizioni dei capannoni dei soci del CIS, distinte con diversi colori: quelli dei falliti, quelli dei morosi incalliti, quelli dei morosi al limite di decadenza del beneficio del termine, quelli dei morosi occasionali e, senza colore, quelli degli utenti regolari.
Questo tabellone è importante per l’azione di Compattazione, prevista dall’Accordo che hanno preso le Banche con i nostri amministratori.
Nelle isole di concentramento dei capannoni, come se avessero le ruote, dopo apposita selezione, verrano accatastati tutti quelli delle aziende socie morose per essere destinate ad un diverso impiego.
Per quattro anni il CIS non ha pagato niente alle Banche, per colpa dei soci morosi e allora via con i fallimenti e, finalmente, ci siamo ripresi i capannoni.
A pagina 37 del documento di asseverazione, allegato all’Accordo, c’è la Tabella 9 Rimanenze, la situazione certificata al 30.06.2015.
I cespiti destinati alla vendita,  in parole semplici i capannoni vuoti, valgono 39.022.504 , saranno svalutati per 36.443.921 ed, a manovra approvata, risulteranno al netto 2.573.583.
La nota aggiunge:
” Questa voce, come detto, accoglie il costo storico dei capannoni non condotti in locazione e le eventuali spese sostenute per migliorie ……”
Questi dati si commentano da soli, i capannoni dei morosi valgono quanto il prestito fatto ad Interporto, però, sia chiaro,  sono i “cristiani” che hanno dato fuoco a Roma!
Cesare non c’entra niente, le cifre parlano chiaro!
Noi soci in bonis ( ma siamo certi che siamo buoni?) siamo invitati a tacere nel nostro interesse e Vi spiego perché.
Le signore Banche, dopo attento studio con i migliori consulenti del mondo, pagati da noi soci, hanno trovato l’Accordo con il “territorio del Sud” che chiamano “distretto” e in nome di un interesse superiore della collettività hanno deciso di mischiare tutto, ragioni e diritti delle diverse società per far nascere ” il nuovo che avanza “.
Il discorso è presentato con tanta sicurezza che, ad una lettura superficiale, non si capisce bene se hanno ragione loro o se è pazzo chi sostiene che, dalle carte appare che gli interessi, la platea sociale, il progetto industriale di CIS ed Interporto sono ben distinti e talvolta concorrenti e solo una gestione illegittima ha attribuito valenza a questa tesi giustificativa del Distretto, interesse superiore, autorizzando la violazione di ogni regola amministrativa e giuridica di buon governo.

Si, ma come sei pesante….
Non Ti rendi conto che i soci che hanno pagato con questo Accordo salvano il capannone?

Ma perché, diversamente chi se lo piglia?

Qualcuno non ci crede e allora è meglio approvare tutto.
Facciamo una bella transazione con le Banche per Anatocismo e derivati, un’altra per i crediti Interporto, buttiamoci dentro anche una giusta rinuncia ad ogni azione di responsabilità, anzi confermiamo le cariche abbinate in Cis ed Interporto, tanto tra poco saranno “una cosa” e poi questo abbinamento ha funzionato così bene.
Squadra che vince non si cambia!

I poteri dell’Assemblea CIS?
A che servono più?
Ormai è tutto deciso: c’è già un bel piano industriale, hanno mandato apposta un manager dal Nord, camuffato da uomo del Sud per i suoi natali.
Hanno già detto che noi del Cis non serviamo a niente in consiglio d’amministrazione, visti i risultati prodotti dal Cavaliere che potrà continuare a mantenere per due anni i contatti con gli ex soci, pur avendogli inibito i poteri d’amministrazione con espressa statuizione nell’Accordo.
E forse hanno pure ragione, siamo i soliti napoletani che pure in presenza di 740 milioni di debiti più 130 per Vulcano, ci fidiamo ancora di un Accordo, stilato dal cavaliere, destituito proprio da loro, nel nostro interesse per salvare il Distretto e i capannoni dei soci che hanno pagato.

E allora l’articolo 6 dello Statuto, resisteremo o no?

Qualche socio, una volta molto arrabbiato, mi ha confidato che, dopo un colloquio chiarificatore con il dr. Iasi, sarebbe orientato  a non venire proprio in Assemblea, tanto tutto è stato deciso senza di noi.
Vi consiglierei di parlare pure Voi con il dr. Iasi, vuoi vedere che il pazzo sono io e questi sono tutti bravi?
Pensateci, e se Dio vuole mi troverete in Assemblea, se ci verrete.
Un piacere però ve lo voglio chiedere: votate come volete, disertate l’assemblea, se Vi pare giusto, ma non date la delega in bianco a nessuno, sarebbe pure vietato dallo Statuto.

ma di questi tempi che stai a guardare?

Si, va bene, ma, visto che non possiamo aspettare di vedere un progetto di collocazione del campo di concentramento prima di modificare l’ articolo 6 dello Statuto, almeno possiamo capire quanti soci sono d’accordo e quanti sono liberamente contrari?

Un cordiale saluto
Emilio D’ANGELO

per il Comitato del NO alle modifiche preventive dello Statuto.

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