Regolamento degli Strumenti finanziari partecipativi.

La società ha deliberato l’emissione di massimi n. 165.000.000 SFP del valore nominale di Euro 1 ciascuno( ovvero 165 milioni)

Criterio di estinzione del debito:

S.F.B. ( categoria A: derivanti dal debito garantito da ipoteca )
Il debito del pagamento del prezzo di sottoscrizione degli SFP dovrà essere estinto da ogni banca creditrice, pro quota, per pari importo, con la parte di credito (in linea capitale e per interessi, anche di mora, maturati al dal tempo dal 31 dicembre 2015, oneri e accessori), precisandosi che a tal fine utilizzerà per la compensazione in primis i crediti derivanti da interessi, anche di mora, maturati al 31.12.2015.

Oppure ( SFB categoria B : derivanti dalla conversione di parte del debito non garantito da ipoteca)
ad estinzione di contratti di finanziamento o ad utilizzi delle linee di credito di breve termine, anticipo fatture, anticipi salvo buon fine, scoperto di conto corrente per gli importi relativi a capitale, interessi, anche di mora, oneri, accessori e commissioni fuori fido.

Oppure
Mediante compensazione con l’intero credito vantato nei confronti della società per il pagamento del valore mark to mark dei differenziali,delle commissioni degli interessi e di ogni altro onere accessorio maturati sui Contratti Derivati e non corrisposti dalla Società sino alla data della relativa chiusura ed estinzione.

Trattandosi di titoli aventi natura partecipativa, gli apporti e, complessivamente l’Apporto, sono a fondo perduto e vengono contabilizzati in un’apposita Riserva di Patrimonio Netto.
L’annullamento degli SFP avrà luogo solo in caso di perdite della Società che abbiano dato luogo alla perdita dell’intero capitale sociale e conseguentemente all’annullamento di tutte le azioni emesse.
Salvo che si verifichi questo evento, i diritti patrimoniali ed amministrativi dei titolari non verranno in alcun caso meno.

DIRITTI PATRIMONIALI DEGLI SFP

Gli SFP attribuiscono ai rispettivi Titolari il diritto di percepire:

gli utili di esercizio nella misura del 99% degli utili complessivi distribuibili, con priorità rispetto alle azioni rappresentative del capitale sociale della Società di qualsiasi categoria;

Le riserve di utili distribuibili e/o a valere quale restituzione dell’apporto originario sempre con priorità sugli azionisti.

L’attribuzione del saldo di liquidazione in caso di scioglimento della società sempre con priorità sugli azionisti.

Nota di redazione:
Sinteticamente solo se moriamo noi soci possiamo impedire agli SFP il privilegio assoluto su utili, riserve, anzi se moriamo non ci compete alcun saldo di liquidazione.

DIRITTI AMMINISTRATIVI degli SFP

Articolo 6.1
Gli SFP non hanno diritto d’intervento, né diritto di voto nell’Assemblea dei soci.
( il voto in Assemblea è tassativamente escluso dall’art. 2346 comma 6 C. C. non è una generosa concessione! ).

Articolo 6.2
I Titolari degli S.F.P. hanno, invece, il diritto di
designare 1 sindaco effettivo ed 1 sindaco supplente, al fine di tutelare l’investimento, hanno, inoltre, il diritto di VETO su :

A)Approvazione delle delibere dell’assemblea dei soci che pregiudicano i diritti dei titolari;

B)Delibere dell’Assemblea dei soci aventi oggetto modificazioni delle disposizioni dello Statuto pregiudizievoli per i titolari (irreversibilità delle modifiche approvate!)

C)Transazioni e/o rinunce riguardanti l’azione di responsabilità verso amministratori e/o sindaci della Società; 

D)emissioni di obbligazioni convertibili e non convertibili;

E)emissione di strumenti finanziari partecipativi; 

F)approvazione di progetti fusione e/o scissione;

G)aumenti di capitale della società, salvo ove effettuati nei casi descritti dagli articoli 2446 e 2447 del codice civile;

H)riduzione del capitale sociale, salvo le ipotesi obbligatorie per legge;

I)scioglimento e messa in liquidazione della società;

J)trasformazione della Società;

K)distribuzione utile e/o riserve;  

L)spostamenti del centro di interessi della Società in una giurisdizione diversa da quella italiana.

Articolo 6.3
In aggiunta a quanto previsto al 6.2 i Titolari di ciascuna categoria di SFP sono titolari dei seguenti diritti da esercitarsi in forma collegiale nell’Assemblea degli SFP:
Il diritto di nominare e revocare 1 un amministratore della società per ciascuna delle categorie e quindi complessivamente 2 amministratori della società.
Il diritto di veto sul l’approvazione delle delibere dei soci…..

ARTICOLO 8 : DURATA E RISCATTO
8.1 Gli SFP avranno durata sino alla data di scadenza della Società, e continueranno a godere dei diritti amministrativi sino ad ultimazione della liquidazione della società.

Commento: 

ERGASTOLO DEI DIRITTI PATRIMONIALI ed AMMINISTRATIVI dei Soci.

La scadenza degli SFP è prevista per il 31. 12.2030. A tale  data la porzione di Strumenti finanziari Amministrativi non ancora rimborsata e/o remunerata da parte della Società verrà convertita in riserva di Capitale sociale di CIS.

 

ARTICOLO 9 REGIME DI CIRCOLAZIONE ED EMISSIONE DEGLI SFP.

Tra l’altro sono cedibili a società per la cartolarizzazione di crediti ex Legge n.130/ 1999 oppure a investitori istituzionali e/o professionali o a società appartenenti al medesimo gruppo bancario del Titolare.

Commento conclusivo. 

E’ fin troppo chiaro che gli SFP non sono affatto un dono.
Sistemano una gestione disastrosa, una massa debitoria incrementata dai finanziamenti da CIS ad Interporto ( 38 milioni) e dalle partecipazioni Cisfi e Interporto per circa 22 milioni, nonché la disastrosa incidenza dei contratti per Derivati.
Infatti mentre gli SFP regolano il debito derivante dal mancato pagamento delle rate di mutuo, gli SFP di categoria B regola il debito derivante dall’esposizione a breve termine, scoperto di conto, anticipi fatture, oneri, interessi,anche di mora, e regolamento della chiusura del contratto Derivati al 31.12.2015.Tale esposizione è stata evidentemente incrementata dalla destinazione di consistenti risorse verso Interporto e dal mancato intervento su interessi, anatocismo e oneri derivato, al quale si rinuncia definitivamente con l’approvazione di questo Accordo.   

Cari soci,
Aprite gli occhi.
Di questi SFP non ci liberemo mai perché non avremo mai la forza di riacquistarli.
Subiremo almeno sino al 31.12.2030 il governo degli SFP , destineremo a loro ogni utile della società al 99%, bontà loro ci lasciano la mancia.
Gli  utili in previsione  ci saranno per effetto delle svalutazioni sulle immobilizzazioni costituite dai capannoni dei soci morosi, espropriati o da espropriare, destinati al successivo COMPATTAMENTO per una ricollocazione dell’intera area  pari a 100.000mq, un terzo del Cis.
Obiettivo dichiarato nel piano industriale:
Realizzare la collocazione entro il 2027 di centomila mq di capannoni per 47 milioni al fine di garantire la definizione  della manovra finanziaria.In effetti la ricollocazione è prevista a poco meno 500 euro a mq , ovvero meno della metà del valore di finanziamento ( 1000 euro mq ) o di stima peritale (1200 euro mq). 

Questi valori emergono con chiarezza dalla sintesi dell’Accordo che Vi unisco ancora una volta con il testo integrale del regolamento degli SFP.

Ricordate, inoltre, che la modifica dello Statuto relativo all’articolo 6 consentirà al potere finanziario qualsiasi impiego dell’area compattata, avendo pieno controllo della governance e del piano industriale.

Opporsi alle modifiche dello Statuto è l’unica arma che ci rimane, non avremo mai più una nuova possibilità di difenderci.

Esprimete con fermezza un semplice NO alle modifiche dello Statuto proposte nella parte straordinaria.

Richiedete un differimento di almeno sei mesi del termine di avveramento dell’Accordo previsto (31 dicembre 2016 ) per trattare con un nuovo consiglio d’amministrazione aperto al ceto bancario una revisione delle condizioni imposte.

Lottiamo per difendere la nostra dignità sociale non per distruggere quello che abbiamo faticosamente costruito.

Emilio D’Angelo
Patto di Sindacato di voto dei soci del CIS.
Comitato del No alle modifiche dello Statuto.

 

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