Cari soci,
Tra poche ore si aprirà la settimana di Natale, di quello che era una volta il Santo Natale.
Tutti di corsa per prepararsi a celebrare il rito della Festa più importante nel cuore delle persone, di ogni fede e religione.

Noi , NO, noi soci del CIS, NO !

Noi non andremo fuori ad una grotta ad aspettare con fiducia la speranza che arriva, la nostra salvezza, perché questo è il rito del Santo Natale che si rinnova da duemila anni.

Noi, No, noi del CIS, NO !

Noi andremo il 22 dicembre e forse anche il 23,quasi alla mezzanotte, all’Assemblea del CIS per approvare il bilancio 2015 con una perdita di 144.993.321 che azzera il nostro valore sociale.
Noi siamo chiamati a modificare le regole del nostro Statuto per dare spazio all’intervento del potere finanziario che ci sottrarrà ogni risorsa, dopo aver riscosso interessi, interessi degli interessi ed oneri derivati.

Noi porteremo con noi lo spettro di tante aziende che sono state costrette a chiudere per fallimento richiesto dal CIS e tante altre che saranno costrette a chiudere.

Tutto questo per ” compattare ” capannoni per un valore di bilancio di 39 milioni che sarà svalutato di 36 milioni.
( pagina 37 Tabella 9 Rimanenze dell’Attestazione ex art. 182 Bis Legge Fallimentare ).

Noi ci porteremo nel cuore la vergogna per una gestione finanziaria ed industriale che ha asservito trecento aziende socie, fondatrici del distretto, alla prepotente supremazia di Interporto che ha assorbito da noi risorse finanziarie per 60 milioni e risorse strategiche e commerciali per molto di più.

Noi saremo costretti a scegliere fra la rinuncia della nostra dignità sociale e la minaccia di fallimento del CIS.

Il potere finanziario ha preparato per noi un progetto che sottrae ai soci ogni autonomia e risorsa per recuperare ingenti perdite di tutte le aziende del Distretto.

Tra CIS ed Interporto e società collegate sono 640 milioni di debito.
Vulcano Buono non ha ancora definito un piano di ristrutturazione per un ulteriore debito di 140 milioni.

Gli investimenti dei risparmiatori del nostro ambiente sociale in Cisfi, società di maggioranza di Interporto Campano, sono a gravissimo rischio, come si legge nel progetto di bilancio della società che sarà discusso il 28 dicembre.

Gli investimenti dei soci nella Banca Popolare di Sviluppo sono stati diluiti dalla necessaria ricapitalizzazione conseguente all’intervento della Vigilanza della Banca d’Italia.

Eppure un disastro finanziario di queste dimensioni non ha colpevoli, o forse i colpevoli sono quei trenta soci che sono falliti?
Non ci sono colpevoli né per la stampa, né per la magistratura, ma quello che é più grave che, forse, non saranno riconosciuti nemmeno da molti di voi.
Intimoriti dallo spettro del fallimento del CIS, da questo turpe ricatto morale, il silenzio degli onesti coprirà con un velo vergognoso questo scempio del nostro CIS.

Noi soci solventi, che abbiamo pagato tutto e di più, ci opporremo con fermezza.

Sarà la nostra notte di Natale.

Il bilancio non deve essere approvato , non esiste una ragione logica né una giustificazione morale per approvare un bilancio disastroso che, attraverso il meccanismo delle svalutazioni, profila un ingiusto arricchimento sulle spoglie di un CIS rottamato.

Non esiste nessuna logica morale, né di opportunità per accettare l’ingresso nel nostro Statuto di norme che ci spogliano di ogni diritto.

Le Banche abbiano il coraggio di farci fallire, dopo aver, colpevolmente, tollerato per cinque anni l’inadempimento del Cis, pur consapevoli, per atti giudiziari, che i soci nelle maggioranza pagavano regolarmente, capitale, interessi, e derivati.
Ci facciano fallire e daranno conto e ragione dei devastanti effetti dei derivati e degli interessi.
Ci facciano fallire e daranno conto della polverizzazione del valore immobiliare realizzato allo scopo di favorire questa manovra di svalutazione dei capannoni rottamati.
Ci facciano fallire e daranno conto del conflitto d’interesse che i vertici di Unicredit avevano nella gestione del finanziamento a CIS ed Interporto.

Questo non è più momento di tattica o di strategia,
Sento parlare di quorum assembleari del 50% + 1 in prima convocazione, di disertare l’assemblea per far mancare il quorum.
Sarebbe una farsa!
Se devo morire preferisco morire sul campo e per mano dei miei stessi colleghi.

Io vado in assemblea, esprimo voto fermamente contrario al bilancio, mi riservo di promuovere l’azione di responsabilità così come previsto dall’art. 2393 del cod.civ., voterò contro tutte le modifiche dello Statuto.

Questo non mi impedisce di sperare sino all’ultimo di trovare una soluzione negoziata nell’interesse prevalente del CIS.

Sono stato chiaro?

Emilio D’Angelo
Fondatore del Patto di Sindacato di voto dei soci CIS.

Nota di servizio:
Sarò al servizio dei soci nei prossimi giorni, così come ho fatto nel corso di questi tre anni.
Chi ha bisogno di contattarmi per qualsiasi necessità relativa alla prossima Assemblea, lo faccia senza riserve.
Sarò disponibile da lunedì mattina sino a giovedì 22 dalle 9:00 alle 18:00 presso la sede del Patto di Sindacato : CIS isola 4 n.432.
Telefono 081. 5108410 email: emiliodangelo@icloud.com

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