* L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.

Ieri l’Assemblea ha deciso.

La manovra è stata approvata, il CIS riparte per una nuova vita.
Ci siamo battuti a lungo, con onore ed impegno per evitare le modifiche dello Statuto, ma abbiamo perso.
La maggioranza ha scelto la manovra così come era stata strutturata, consapevole delle limitazioni alle nostre facoltà di soci.
È stata una scelta sofferta ma necessaria per dare tranquillità alla continuità del CIS.
Dobbiamo ripartire, sarà una strada lunga e difficile, ma ripartiamo insieme con il rispetto reciproco per le opinioni diverse.
Questo è un momento di riflessione nel quale ognuno di noi raccoglie nel proprio cuore la parte migliore di questa esperienza sociale.
Credo che mai come ieri la nostra sia stata un’assemblea consapevole e ricca di contenuti.

Si apre una nuova era che sarà affidata soprattutto alle generazioni più giovani con una prospettiva stimolante per il recupero delle aree disponibili che rimangono in prelazione ai soci.  

Il mio primo pensiero va ai soci che hanno sostenuto il nostro impegno.
A loro dedico il mio riconoscente saluto per la compostezza del loro comportamento.      

Ringrazio ed apprezzo il dr. Sergio Iasi per l’equilibrio, la competenza e l’impegno che ha impiegato in un ambiente difficile, ma fortemente appassionato.

Il pensiero più intenso, però, lo dedico ai miei soci falliti per i quali mi impegnerò sin dai prossimi giorni a trovare una strada per sanare questa dolorosa lesione della nostra famiglia sociale.Non so quale, ma la cercherò con determinazione ed impegno.

Questo pensiero lo affido al Presidente ed al dr. Iasi e a tutto il consiglio d’amministrazione perché la nostra società deve ripartire senza lasciare indietro nessuno.
È una questione di onore.

Vi prego di scusarmi, ma non riesco a dare di più.

Buon Natale a tutti, dal profondo del cuore e soprattutto al mio amico CIS.

Emilio

Annunci