Buon Anno CIS, amico di tante battaglie, Casa comune di tanti soci, simbolo vivo dell’operosità della gente del Sud, punto d’onore per le nostre imprese.
Buon Anno CIS, hai proprio bisogno dei nostri auguri perché non potresti sopravvivere senza il respiro della nostra vita, senza la passione dei nostri cuori, senza la pazienza della Tua gente.
Quello che si sta concludendo è stato un anno difficile, forse il più triste della nostra Storia gloriosa.
Abbiamo perso un po’ tutti, nessuno ha vinto, forse solo Tu, la Tua idea di essere simbolo di unione consortile, il Tuo messaggio che guarda al futuro come nessuno più di Te.
Non esiste speranza nella società contemporanea senza un’idea convinta di vivere insieme, di sostenersi a vicenda, di sincera solidarietà e vivissimo senso di umanità.
Tu, CIS, sei ancora capace di mettere al centro l’uomo e quell’uomo in un’impresa e tante imprese legate fra loro.
Fu questo il messaggio del notaio Canio Restaino, quando scrisse le regole del CIS.
Siamo rimasti stretti insieme, in una garanzia solidale ed indivisa e, oggi, con l’Accordo ne veniamo fuori, con le ossa rotte ma siamo ancora vivi.
La maggioranza ha deciso di accettare l’Accordo e le dolorose modifiche statutarie, ha scelto di restare insieme e lottare per la Lunga Vita del CIS.
Nessuno di noi, anche con idee diverse, ha il diritto di ostacolare questo Accordo.
Oggi, per una drammatica nemesi storica, l’efficacia dell’Accordo dipende dal passaggio in giudicato del decreto di omologazione, opposto da alcuni soci falliti su istanza del CIS.
Cari colleghi, sapete quanto costerà al giorno, in termini di interessi e derivati la Vostra opposizione?
Circa 50.000 euro, ossia , solo per i primi due mesi, ben tre milioni di euro.
La data fissata per la prima udienza in Corte d’Appello è stata fissata per il 22 febbraio 2017.
Ci sarà, poi, un ulteriore termine per la decisione ed ancora un altro per il ricorso in Cassazione.
Quando ripartirà il CIS, quando potranno riscattare i propri capannoni i soci adempienti che con enormi sacrifici hanno pagato capitale, interessi e derivati?
È vero, Voi avete le vostre ragioni, ma esse sono più forti e più giuste di quelli che hanno pagato?
Perché impedire al CIS di ricostruire quello che è andato distrutto e danneggiare tanti incolpevoli colleghi?
Oggi abbiamo un’occasione che non capita spesso.
Per fortuna le Banche hanno nominato un amministratore delegato di grande spessore morale e professionale, la persona giusta per portare fuori dalle sabbie mobili tutto il Distretto.
Da solo non ce la farà mai, non esistono i miti. Esistono gli uomini di buona volontà.
Io mi schiero con il dr. Sergio Iasi ed invito Voi tutti a fare altrettanto.
Insieme saremo una forza ed il CIS sarà la testa di ponte per il rilancio del distretto.
Prego, a titolo personale, i soci resistenti, il dr. Carmelo Finocchiaro ed i legali della Confedercontribuenti di riflettere sullo stato dei fatti e considerare l’ipotesi di fare un gesto di grande solidarietà sociale.
Io mi impegno a portare avanti con determinazione tutti i tentativi, previsti dalla Legge, per ridurre gli effetti dell’azione fallimentare patita.
Non potrei concludere questo messaggio di auguri e di pace senza ricordare il Presidente Giovanni Punzo.
Nessuno può e deve dimenticare che se esiste il CIS, l’Interporto e l’intero Distretto, lo si deve al grande impulso, all’idea, alla genialità di Gianni.
È un’opera di straordinaria bellezza che nessuno di noi sarebbe stato capace di realizzare.
Il tempo passa e cancella le tracce del passato, ma un uomo di valore si riconosce anche dalle sue opere, non solo dai suoi errori.
Buon 2017 , vecchio amico CIS, Ti accompagni l’amore sincero dei tuoi soci e un po’ di fortuna.
Emilio

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