Dal CIS al Salone italiano del tessile.
Milano Unica XXIV Edizione
1-2-3 Febbraio 2017 Rho Fieramilano

http://www.milanounica.it/

Quante volte ci ritroviamo a guardare vecchie foto che ci ricordano i momenti più belli e le persone più care della nostra vita. Non lo avvertiamo, ma in ogni occasione ci sono tessuti, colori, disegni che ci accompagnano durante il nostro cammino.
Noi siamo i protagonisti della nostra storia ed il tessuto diventa  un compagno discreto che non ruba spazio ai valori umani, anzi li asseconda e ne diventa parte viva in un insieme straordinario.
Questa è la storia del tessuto che si ripete nei secoli e regala sempre un po’ di felicità, riportando alla nostra memoria i momenti più belli della vita.

Chi produce e distribuisce tessuti dedica sempre una particolare devozione al suo lavoro ed è proprio questa passione che caratterizza lo stile italiano.
E’una filiera che corre e si intreccia in maniera fantastica, un filo prezioso che unisce produttore e consumatore, passando per le abili mani di chi realizza con la stoffa un capo vivo da indossare.
E’ un piccolo miracolo di una catena umana che regala sempre un momento di gioia.
Niente viene lasciato al caso, i tessuti devono vivere insieme fra loro,  perché un semplice tessuto unito valorizza un pezzetto di ricamato o una seta stampata facendogli da sfondo, come la scena di un teatro.
Il colore è il protagonista : deve giocare a nascondino, tono su tono,  con centinaia di gradazioni complementari.
La cartella delle coloriture diventa così quasi una magia da prestigiatore, nelle mani di un bravo tessutaio, ogni colore deve trovare il suo abbinamento fra tessuti di struttura e qualità diversa.
Queste sono le collezioni che hanno presentato a Milano le aziende del CIS, offrendo un’ampia disponibilità dal pronto e  l’ossessione di servire il cliente nel migliore dei modi.

Quattro aziende storiche del CIS hanno presentato le loro collezioni nel salotto del tessile italiano dal 1^ al 3 febbraio alla Fiera di Milano.

Non ha importanza quali sono, conta invece che tutte le aziende tessili presenti nel nostro distretto, hanno uguale profilo imprenditoriale  ed antica tradizione.

La serietà nei rapporti commerciali, l’affidabilità nel rispetto degli impegni, ma, soprattutto, un culto vivissimo per il ” tessuto”, una vera passione trasmessa da una generazione all’altra sin dall’inizio del ‘900.
Questa è l’identità comune del comparto tessile napoletano, sviluppatosi a Napoli, in zona Mercato, e nelle province vesuviane.
La cultura del tessuto si è formata nel corso di tanti anni ed ha assorbito la straordinaria crescita del comparto tessile che ha caratterizzato il mito dello stile italiano.
Questa cultura è un importante patrimonio del nostro territorio.
Quando si parla di moda, il nostro Paese rappresenta un mito del buon gusto ed ha radici molto profonde.
La creazione del nostro stile si sviluppa attraverso un istintiva passione nella ricerca del ” bello” in ogni campo dell’arte , della cultura e dell’artigianato.
Il sarto, la sarta, lo stilista, quando creano un prodotto artigianale, ed anche industriale, impiegano la stessa cura di un artista e questo rende i nostri prodotti unici, eccezionali.
E cosa impiegano per le loro creazioni?
Il tessuto, il protagonista intorno al quale ruota tutto un mondo fantastico che trasmette emozioni.
Questo turbinio di attività dalla creazione del tessuto al capo finito ruota sempre intorno al cuore, sede naturale di ogni emozione.

L’era della globalizzazione avverte già qualche inversione di tendenza,ma, intanto, ha prodotto una profonda trasformazione del comparto tessile, accentuando la distanza fra la produzione e la distribuzione.
I più importanti distretti di produzione tessile italiana hanno subito una profonda crisi per la concorrenza dei mercati orientali.
Molte aziende non sono state più in grado di competere, non per incapacità produttiva ma per la forte concorrenza nei prezzi.
Inutile negarlo, la produzione orientale nel tessile ha ormai raggiunto livelli qualificati ed a noi è rimasta solo una strada, quella dell’eccellenza, della creatività e del servizio.
Chi ha colto questo profondo mutamento trasformando la propria azienda di distribuzione all’ingrosso in “converter”, diventando ” organizzatrice” di produzione, riesce a trovare un interessante spazio di mercato.
Il nostro polo tessile non si è  mai abbandonato la ricerca e la creatività, quello che rende un tessuto, oggetto del desiderio e sollecita l’interesse del destinatario finale del prodotto.
Non è forse questo che rappresenta la cultura dello stile italiano?

Potrei parlare ancora a lungo, incantato come sono del mio lavoro, voglio solo aggiungere che immagino un filo di tessuto che unisce tutta l’Italia, quella della nostra più genuina tradizione, e questo filo, sono sicuro, passa da tempo anche da noi.
Non dimentichiamolo mai, andiamo avanti e voltiamo pagina.
Il futuro è già iniziato, lo creiamo oggi e poi domani, giorno dopo giorno.
Il prossimo obiettivo è l’incremento della presenza sul mercato europeo.
Il modello produttivo e distributivo, così ben adattato al mercato nazionale, consente buone prospettive.

Cari soci,

credo che dobbiamo abbandonare la cultura della sconfitta congenita, della ricerca del capro espiatorio, di quello che è stato o di quello che poteva essere, ma dobbiamo coltivare, invece, la cultura della responsabilità individuale e quella della solidarietà sociale.

Siamo venuti a Nola per fare impresa e ci siamo pure riusciti bene….

Da qualche anno abbiamo smarrito la strada maestra?

Ripartiamo insieme, queste mura valgono per quanto valiamo noi “dentro” altrimenti valgono zero e ne abbiamo la prova .

La mia azienda ha riscattato il capannone da oltre un decennio, ma forse il mio capannone vale più del Vostro?

Vale zero e mille nello stesso momento, valesse anche un milione o ancora di più, ma a chi serve e a cosa serve?

Sempre alla stessa funzione: a fare impresa, a costruire “valore”.

Ripartiamo dal polo del “tessile” perché da quel punto nasce lo stile italiano e si muove tutto, artigianato, industria di trasformazione, settori correlati…

Riprendiamoci l’area disponibile con un progetto serio fatto nel CIS senza interessi speculativi, carichiamoci la croce e ripartiamo da qui.

Un primo pezzo di strada, quello più difficile, lo faremo insieme, poi ci vorranno i giovani, il futuro appartiene a loro!

Non tiratevi indietro, per rilanciare il Cis ci vuole l’orgoglio di tutti, anche dei soci più deboli.

Lunga Vita al Cis

Emilio 

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