CORTE D’APPELLO DI NAPOLI

DECRETO DI RIGETTO n. Cronol. 142/2017 DEL 16/02/2017 RG n.2319/2016

Un breve stralcio dell’aspetto più significativo del decreto di rigetto dell’opposizione in appello presentato dall’Associazione Confedercontribuenti a tutela dei singoli soci delle imprese socie del CIS, dichiarate fallite.

Chi vuole può prendere cognizione del testo integrale del Decreto. A me interessa sottolineare due aspetti principali che emergono con vigore.

Il primo riguarda il caso specifico dei ricorrenti, per la condizione di aziende fallite:

“Ancora più rilevante, tuttavia è il difetto d’interesse ad agire dell’opponente.

l’art.182 BIS non legittima qualunque soggetto a proporre opposizione, ma solo chi abbia un interesse giuridico protetto ex art.100 c.p.c, consistente in un concreto pregiudizio che possa derivare dall’accordo di ristrutturazione.”

Ancora più importante è il secondo aspetto che attiene alla mancanza di legittimazione di tutti i soci ad opporsi all’accordo di ristrutturazione.

“La giurisprudenza di merito ha poi escluso anche la legittimazione dei soci ad opporsi all’accordo di ristrutturazione: il socio di società di capitali non ha alcun interesse, né legittimazione ad opporsi all’accordo di ristrutturazione dei debiti proposto dalla società ai sensi dell’art.182 bis L.F.

L’interesse del socio al potenziamento e alla conservazione della consistenza economica dell’ente, e quindi della propria quota, è, infatti tutelabile esclusivamente con strumenti interni di carattere societario e non implica la legittimazione a denunciare in giudizio atti esterni, quali il compimento di negozi giuridici stipulati dalla società la cui validità, anche qualora ne venga sostenuta la radicale nullità, resta contestabile solo dalla società stessa.”

Cari soci,

questo decreto qualifica in maniera inoppugnabile la linea strategica ed il comportamento del Patto di Sindacato di Voto dei soci del CIS.

Abbiamo mantenuto ferma la nostra azione critica nei confronti dell’organo amministrativo, manifestando nella sede assembleare il nostro dissenso nelle forme previste dalla legge, e ciò anche in occasione dell’ultima assemblea nel dicembre scorso.

La volontà assembleare merita rispetto ed in quella Sede la maggioranza ha approvato l’Accordo con consapevolezza e responsabilità.

Quella volontà deve trasformarsi in forza attiva e produrre valore per la nostra scelta ed il nostro contesto sociale.

Forse abbiamo perso una buona occasione per rimediare in maniera pacifica alla grave lesione sociale che hanno prodotto i fallimenti, ma sono certo che il CIS, con il suo nuovo organo amministrativo, saprà  individuare le migliori opportunità per chiudere dignitosamente questo doloroso evento della nostra vita sociale.

Io, ed i colleghi del Patto per il CIS,  ce ne faremo portavoce con grande passione.

Questo è un impegno d’onore.

Non affermo questo per invogliare ad evitare ulteriori ricorsi, anche perché l’accordo sarà, comunque, implementato, ma solo per manifestare la mia ferma convinzione che un percorso comune e condiviso può consentire a tutti di uscire definitivamente da questo incubo, l’incubo del fallimento del CIS e di tutto il DISTRETTO.

Con immutato vigore, gridiamo sempre : Lunga Vita al CIS

Emilio D’Angelo

Fondatore del Patto di Sindacato di Voto dei Soci CIS 

Decreto di rigetto Corte d’Appello

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