Qualche socio della prima ora si ricorderà con quanta passione cinquanta aziende socie dettero impulso a questa società gemmata dal CIS per realizzare un progetto di sinergia consortile con una spinta autonoma rispetto al progetto immobiliare.

Dopo una brillanta partenza ci siamo persi nei meandri del controllo centrale e la società, dopo un lungo periodo di inattività, fu liquidata.

Che pensate se ricominciassimo  a parlare di un nuovo modo di fare impresa, partendo dalla sinergia delle imprese del CIS per lanciare un prodotto ” Made in Naples ” sfruttando la grande richiesta di prodotti di stile italiano?

È il nostro mestiere, lo facciamo da generazioni.

Noi abbiamo nel CIS aziende primarie nel settore del tessile, dell’abbigliamento, delle calzature, della pelletteria, degli accessori, del settore della casa, dei tendaggi, dell’arredamento , della biancheria, dell’intimo.
Possibile che non riusciamo a costruire un’offerta integrata di stile italiano?
Possibile che non riusciamo a creare un canale di transazione unico per portare l’offerta fuori dal Cis in tutto il mondo?

Cominciamo col creare  nel CIS un luogo di incontro della comunità sociale, immaginiamo di acquisire un area per creare un ente fieristico per sfilate, eventi e promozioni, organizziamo un magazzino comune per sviluppare il commercio telematico al dettaglio utilizzando sperimentate reti internazionali, creiamo una scuola per artigiani nel campo della moda, portiamo a Nola un’aria nuova.

Apriamo ai giovani, agli studenti, alle scuole, alle Università, creiamo un centro di formazioni per assistenti nel  commercio internazionale.

Abbiamo enormi opzioni e non riusciamo a realizzarle!

Muoviamoci, non pensiamo solo all’Assemblea, come momento centrale della nostra vita sociale; liberiamoci da questa narcosi finanziaria che ci ha imbrigliato per un decennio.

Questo è il momento di capire se il CIS erano solo pietre o un sistema  consortile di aziende.

A me pare di assistere ad una sagra di paese dove c’era un grande interesse sino a quando si parlava di mutui, sub mutui, ipoteche, interessi, anatocismo, prestiti da CIS a Interporto, spese di gestione, ma soprattutto, quando si parlava e si sparlava di governo del Distretto.

Ora, invece, che con la chiusura della manovra i capannoni dei soci adempienti, finalmente, sono stati messi in sicurezza, c’è quasi una reazione di smobilizzo, come se la nostra battaglia di fosse conclusa….

Errore gravissimo, è appena cominciata!
Svegliatevi, ci volete tutti e poi che ce ne importa delle cariche, a noi serve chi si prende carico di noi e statene certi non troveremo nessuno meglio di noi.

Il nuovo deve nascere fuori dalla gestione immobiliare, il CIS dovrà diventare un grande contenitore di imprese, un’azienda che propone e produce servizi per le aziende, lo sviluppo commerciale deve nascere fuori dai valori immobiliari.

La svolta finanziaria del Cis è stata una grande opportunità ma è stata gestita male e non solo dalla dirigenza, ma anche da alcune aziende socie e dal sistema bancario, con la complicità del periodo più buio della vita economica del Paese.

Nella nostra situazione il rilancio del CIS dipende solo dalle aziende socie, da un rinnovato Patto sociale e dalla fiducia nel futuro.

Dovremo necessariamente creare una Trading, con lo stesso spirito consortile originario, per governare il piano industriale che si fonda tutto sulla ricollocazione di una vasta area, circa un terzo del CIS.

Sono sicuro che la nuova governance a trazione bancaria guarderà con empatia  ad una nuova spinta alle nostre imprese.

É un interesse comune.Sarebbe bello se potessi ricevere su questo modesto ma autentico strumento sociale un segnale dagli amministratori del CIS, allora sì che questo blog sarebbe davvero un Palazzo di Cristallo.

Buona Primavera a tutti, tenetevi pronti…..sta arrivando!

Lunga Vita al CIS.

Uè… Voglio che scrivete nome e cognome delle aziende che si iscrivono al progetto Primavera… 

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