Il simbolo più forte dei valori che rappresenta, per noi cristiani, la Santa Pasqua è certamente la vittoria della vita nella lotta interminabile con la morte.
Questo tema affascina da sempre l’intera umanità, di qualsiasi religione, compreso chi si riconosce nell’ateismo più completo.
Ecco perché ogni giorno è Pasqua.
Per noi cristiani la presenza di Dio nella storia dell’umanità ci dovrebbe portare a credere che ” dalla Pasqua in poi la morte non uccide più” ( Raoul Follerau ).
Dobbiamo amaramente ammettere, però, che la gioia della Pasqua non vive sempre nei nostri cuori, infatti la cultura della morte, seppure intesa come sacrificio disperato della miseria umana, schiaccia e distrugge ogni speranza.
I tratti della cultura dominante di un Occidente sazio e distante dal resto del mondo si riassumono nell’immagine di una nuova Umanità che individualmente e socialmente ha rinunciato a riconoscere la Pasqua nel proprio cuore.
Sul piano individuale si ritrovano, sempre con maggiore frequenza,  uomini “lagnosi”  ripiegati su di sé, incapsulati nella noia, lamentosi e senza speranza; oppure uomini “legnosi”, duri, aspri, superficiali, spietati, perché privi di ogni “pietas” verso Dio e verso gli altri.
Sul piano sociale ci riconosciamo in una società segnata dall’avidità ( concorrenza spietata, capitalismo, profitto smodato, accumulo, corruzione, arrivismo politico e sociale, opportunismo sfrenato) e dall’aridità ( vuoto interiore, rapporti interessati, deserto degli affetti e dei valori, incapacità di mantenere una parola di amore e di autentica solidarietà).
Questo, purtroppo, vedono i nostri occhi increduli, mentre assistiamo impotenti ad un continuo martirio, alla drammatica sconfitta  della vita, esattamente il contrario della nostra Pasqua.
Allora noi, ognuno nella propria insignificante individualità, ma pure nella rilevante incidenza della sfera sociale nella quale agisce, deve tendere a rintracciare il punto fondamentale della propria piccola storia per riannodarlo alla grande storia dell’Umanità.Solo se un uomo vince la morte nel proprio cuore, la vita non muore.
Con la Risurrezione il sogno dell’uomo diventa simbolo luminoso di vita e rappresenta la speranza che anche un deserto più rifiorire.
Per fare nuovo questo mondo invecchiato, che l’uomo con la guerra vuol ridurre a deserto rosso, bisogna ritrovare in ognuno di noi, a qualsiasi età, i segni ed i fremiti della nostra giovinezza.
L’annuncio cristiano è essenzialmente pasquale.
La Pasqua è gioia della vita che attraversa il tunnel della morte, che non è più un muro invalicabile, ma un corridoio da attraversare con coraggio.
La vita, tutta la nostra vita, è un continuo passaggio, una lotta incessante del sì contro il no, del positivo contro il negativo.
Non c’è mai sosta in questa lotta, solo così per noi ogni giorno sarà sempre Pasqua.

( Pensiero liberamente tratto dalle meditazioni di don Sabino Palumbieri, salesiano di Don Don Bosco )

Buona Pasqua a tutti.

Emilio

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