Tutela dei diritti di partecipazione delle minoranze a società di relazione nel Distretto ( Cisfi – Banca Regionale di Sviluppo). Parte Terza.

Cari soci,

Vi ricordate la metafora della navigazione richiamata nell’ultima assemblea?
Ebbene la navigazione è ripresa, il CIS e l’intero Distretto si avviano a disegnare una nuova rotta, vanno verso l’era del mondo globale, verso nuovi mercati e nuove opportunità.
Lo spirito del mercante risiede in ognuno di noi, trecento e poi cinquecento e poi mille aziende nel Distretto, e deve venire fuori con la forza delle nuove generazioni.
Un rischio è forte, un pericolo che già ci ha colpito in passato:l’inerzia e l’indifferenza.

Ritorno alla metafora del ” vascello “:

Navigare
senza gettare l’ancora ( l’inerzia)
Navigare
Non andare alla deriva ( l’indifferenza )

Torniamo a riflettere su tutta la nostra ricchezza dispersa, quella che abbiamo abbandonato in fondo ad un cassetto per inerzia o per indifferenza.
Pensiamo per un momento ai valori abbandonati nelle azioni della Cisfi e della ex Banca Popolare di Sviluppo, recentemente trasformata in Regionale.
Vi ricordate con quanto entusiasmo, con quanta fiducia, con quante speranze, anche a titolo personale, la gente del CIS ha investito in queste imprese?
Ci credevamo ed abbiamo creato un valore aggiunto alle nostre imprese, creando le condizioni perché nascesse un Distretto.
Cari soci, parlo a Voi perché siete l’unica assemblea viva e vitale, siete l’anima del Distretto, e solo noi possiamo riprendere in mano il destino del CIS.
Quello che è stato costruito con il nostro coraggioso impegno e con intuizione geniale e determinazione tenace del Presidente Giovanni Punzo, è una realtà di straordinario valore umano ed imprenditoriale.
Dobbiamo riprendere dal fondo dei nostri cassetti quelle azioni che abbiamo dimenticato e abbandonato all’inerzia ed all’indifferenza.
Lo strumento è il controllo del potere di rappresentanza che deve essere amplificato attraverso il consorzio delle azioni possedute nel distretto.

Come?

Basta un semplice  Patto di Sindacato di voto, nell’immediato e, poi, più avanti, anche attraverso la costituzione di un Fondo fiduciario comune.
Cisfi è fortemente impegnata nel Vulcano Buono, dove è richiesto un intervento sul capitale per rilanciare una Struttura di grandissimo valore.
Non dimenticare che è un’opera straordinaria, progettata da un genio mondiale; porta una firma prestigiosa, quella la firma di Renzo Piano.
Non possiamo abbandonarla per inerzia o per indifferenza.
La Banca, invece, è stato il nostro sogno deluso, doveva dare fiato ed impulso alle nostre imprese consortili ed invece, nel tempo, è rimasta isolata dal nostro contesto associativo.
Varie ragioni hanno determinato questa situazione e non intendo rivangare nel passato, ma voglio solo considerare il presente.
Dobbiamo riprendere il valore della nostro apporto partecipativo attraverso una rappresentanza comune.
Ho lanciato ancora una volta una pietra nello stagno e con questa pubblicazione ho esaurito l’elenco dei concetti che dovevo trasferirvi, non dimenticando mai  che non possiamo lasciare indietro i nostri soci più deboli.Questo è un impegno d’onore per la nostra Storia sociale.

Lascio a Voi le riflessioni e spero che darete un nuovo impulso alla nostra vita sociale.
Da soli non si fa niente ed io avverto la debolezza della mia azione in questo immenso mare nel quale navighiamo; vorrei che le generazioni più giovani prendessero coscienza della necessità di rivivere lo spirito consortile di un tempo, che fossero invasi da un nuovo entusiasmo perché dalle nostre parti, cose belle come il CIS non ce ne stanno.

Emilio

e tutti i suoi amici del CIS che ringrazio di cuore  per avermi sostenuto ed incoraggiato da sempre.

Vi propongo la lettura di un articolo pubblicato oggi su:

http://www.ildomenicalenews.it/la-citta-dei-mestieri/

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