Carissimo lettore,

Sai, anche una struttura solida, se rimedia un brutto colpo, deve ritrovare equilibrio con il tempo, la pazienza e la buona volontà.

Questo povero corpo sociale del CIS, da dieci anni a questa parte, ne ha patito di martiri, violazioni e ingiustizie.
Si é caricato tutto sulle spalle, con grande generosità, e dai, e dai, é andato avanti, come un mulo, caricato oltremisura, continuando a salire, a salire sino a sfinirsi.

Così mi appari, caro Amico CIS.

Tutto il peso del distretto non potevi mai sopportarlo e così sei stato costretto a cedere, un poco per volta, ed hai ceduto tutto, anche le insegne di comando.

La cultura popolare napoletana ci insegna che già dall’inizio del secondo millennio fiorirono varie corporazioni, in particolare nelle arti e nei mestieri.

Alcune di esse avevano nomi veramente curiosi:
degli Abbandonati, degli Ardenti, degli Avviliti, dei Discordanti, dei Dispersi, dei Dubbiosi, degli Inutili, degli Irrequieti, dei Risvegliati.
Non furono mai molto amate dal potere assoluto e furono condannate dal tribunale dell’Inquisizione con un editto contro le biblioteche e i libri emesso nel 1547 dal viceré Don Pedro Alvarez de Toledo.

Un po’ come é successo per il Patto e il Blog… Addirittura un blog!

Oggi, se volessi provare a dare un nome alla nostra Accademia, perché il CIS é una vera corporazione, forse quello più giusto sarebbe : l’Accademia dei Delusi, un popolo vagante che gira fra le mura di casa e non le riconosce più.

Infatti, sembriamo proprio un popolo dominato ed oppresso che non teme più di morire, ma non riesce nemmeno a riconoscere la strada della vita; un popolo al quale è stata strappata l’anima e la fiducia e vive solo di ricordi.

Questo è l’effetto di questo Accordo che ha liberato dal giogo dell’ipoteca individuale chi ha pagato tutto e di più, ma ha sottratto alla comunità sociale il prestigio di ciò che aveva creato e l’autorità consortile in casa propria.

Veramente un bel regalo, grande quasi quanto il cavallo di Troia!

Ora si parla tanto del salvataggio delle Banche Venete, dopo quello del Monte Paschi, cifre da manovra finanziaria, banche che cedono ad altre banche le attività al prezzo di un caffè, e noi vogliamo restare inchiodati da un piano industriale di ricollocazione che segue un principio finanziario e trascura la rilevanza economica della riqualificazione del sistema d’imprese.

Possibile che noi, comunità sociale, non possiamo intervenire per puntare ad una riqualificazione dell’intero distretto, partendo dal CIS?

Non dobbiamo avere fretta, cedendo alle lusinghe di chi può offrire soldi, e subito, per acquistare la nostra professionalità, perché non dobbiamo svendere il nostro valore.

Il CIS può riprendersi il suo  primato solo se riuscirà ad integrare la grande capacità organizzativa dell’ingrosso napoletano con una visione più ampia che spazia dalla creazione alla produzione.
Nessuno come noi!

E allora?

Aprire alle attività produttive ed artigianali, fare sistema e filiera nei settori della moda e della casa, incoraggiare l’investimento immobiliare con strumenti giusti.
Non possiamo pensare, di questi tempi, di ricollocare bene, integrando la produzione alla distribuzione, senza uno strumento finanziario di sostegno.

Questa è la scommessa, caro Sergio, ecco quello che la gente del CIS si aspetta da Te.
Non vogliamo solo una buona gestione dell’Accordo, vogliamo costruire futuro.
Questo vuole sentire la gente da Te.

Vedrai, se riuscirai ad impiegare il tuo valore con entusiasmo, il CIS Ti appassionerà.

Buona Assemblea a tutti, io sarò assente giustificato ma con il cuore sarò con Voi, intanto Vi raccomando il mio amico CIS, niente e nessuno lo distruggerá.

Lunga Vita al CIS.

Emilio

Grazie al tempestivo intervento dell’ Unità di Terapia Intensiva Coronarica ( UTIC ) dell’Ospedale di Nola sono tornato a casa con un cuore rimesso a nuovo.
É bello riconoscere un’eccellenza sanitaria a Nola, nella mia città ” di giorno”!
Per tutti Noi del CIS é una sicurezza impagabile.

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