Bene, bene, finalmente una buona notizia!

Noi del CIS, fondatori del Distretto e portatori sani del primigenio impulso finanziario, non possiamo che esultare innanzi ad una prospettiva di interesse da parte della nuova potenza industriale del mondo: la Cina.

Facciamo molta attenzione, però, ai dettagli!

Il CIS ha già dato, ha dato in abbondanza e fuori da ogni logica imprenditoriale.

Abbiamo pagato un conto altissimo al divino Interporto ed a tutto il Sistema.

Questo nessuno può ignorarlo, nemmeno le Banche che con il 21% del capitale controllano, attraverso gli S.F.P. il pacchetto azionario di  Interporto e puntano ad individuare un partner industriale forte al quale cedere la quota di maggioranza della struttura Nolana.

Diamo il nostro ” Benvenuto” al capitale cinese,  se in Italia non esiste un gruppo imprenditoriale capace di esprimere interesse per questa Gemma dell’intermodalità’ costruita con il sudore ed i risparmi di una categoria di mercanti che qui a Nola hanno piantato le loro tende.

In questa bellezza c’é tutto l’impegno di quell’altro 79% che ha alimentato la sua creazione e che oggi non conta più niente.

Qui c’è tutto l’impegno di centinaia di soci che hanno  supportato Cisfi e la Banca di Sviluppo, ci sono i capitali ingenti che CIS ha trasferito ad Interporto fra prestiti e conferimenti in partecipazione, circa 70 milioni.

È vero, hanno ragione le Banche, quando osservano che i finanziatori tradizionali non apportano più un centesimo, ma loro hanno memoria corta perchè non ricordano le risorse che sono state trasferite da CIS ad Interporto sino a qualche anno fa.

Risorse non solo finanziarie, ma soprattutto strategiche e di sistema che hanno coinvolto il Cis in un terribile TestaCoda.

Bene, armiamoci di pazienza, quella tipica dei cafoni del Sud, e gridiamo : Evviva i cinesi, ne abbiamo sopportate tante di invasioni dalla notte dei tempi.

Però, attenzione….

Attenti al lupo!

C’é un confine invalicabile, si chiama linea CIS, nel CIS non si passa, né si fanno nuove Zone Franche o Zes ( Zona esclusiva speciale) senza il consenso dei soci.

Poco contiamo, perché l’Accordo ci ha reso ” servi vostri” ma quel poco lo venderemo caro, a qualunque costo.

Fate tutte le cineserie del mondo tra vecchi e nuovi padroni ma non toccate il CIS che ha già pagato troppo.

Troppi fallimenti, troppa gente che soffre ancora, troppi soci che non hanno più futuro d’impresa.Questo é il risultato di una politica finanziaria che non ci apparteneva.

Noi torneremo ad essere i migliori mercanti del mondo , i più bravi a creare prodotti, se c’è lo lascerete fare, ma se ci sarà impedito, allora lotteremo fino a morire, senza guardare in faccia a nessuno.

Lunga vita al CIS,

non è un augurio, ma un impegno inderogabile.

Emilio D’Angelo e i suoi Amici del CIS.

 

 

 

 

 

 

 

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