• L’aquila non perse mai tanto tempo come quando si sottomise alla scuola del corvo..
    William Blake

Cosa contiamo noi al Sud?

Quando vedo le difficoltà, il tortuoso percorso ad ostacoli che il nostro popolo del Cis, ha incontrato, sin dai primi passi, mi assale un sentimento fortissimo di rabbia.

Da ieri sera  centinaia di roghi attaccavano il Vesuvio e tutti i paesi dell’area, rendendo irrespirabile l’aria per tutto il territorio.
Sono roghi provocati dalla speculazione edilizia o ancora peggio da quella sui rifiuti tossici arrivati anche dal Nord con la complicità del Territorio.
Niente può fare più male al Sud di quanto possono fare le mani dei suoi stessi figli, quando sono spietatamente protese a scippare ricchezza dalla miseria, sollevando una puzza pestifera di marcio, un odore intenso di morte dell’anima.
Un tradimento violento che sfregia tutte le regole della moralità.

Stamane quattro aziende del CIS sono partite per Rho per partecipare alla Fiera di Milano Unica, che inizia martedì 11 luglio. Campionari ed allestimenti, ieri sera alle 19:00 non erano stati ancora consegnati, per un banale incidente, eppure quelle Aziende questa mattina erano pronte ad onorare l’impegno.
Non so ancora come hanno fatto ma, certamente, hanno coraggio e fantasia fuori misura!

Il coraggio, la volontà e la dedizione sono doti che non ci sono mai mancate.

Vi ricordate quando la domenica si tornava a casa quasi per ora di cena?
Noi c’eravamo, non ci siamo mai tirati indietro, tutte le domeniche per trent’anni, mentre i nostri figli, allora bambini, aspettavano senza mangiare, per il pranzo conviviale della domenica.

Eravamo in 42, quando andammo in Fiera a Mosca nel mese di gennaio, al Consumexpo, e dalla finestra dell’albergo vedevamo il canale del fiume Moscova completamente ghiacciato ed un vento tagliente soffiava violento.

E quando ci chiesero di fare sistema, tutti pronti, non si riscattava mai e si rinviava all’infinito, mentre fioccavano finanziamenti e partecipazioni verso Interporto e tutto finiva nel calderone del Distretto.

E poi venne la maledetta svolta finanziaria, e fu la fine.
La storia la conoscete, da padroni a “servi vostri” e chi gridava con passione: ” vene primma o CIS, poi nata vota o CIS, e poi sempre o CIS” intanto spostava sede, comando e risorse nell’Interporto.

Alla fine, proprio alla fine, un CIS sfinito, accettò di misura la manovra, ormai spossato ed impoverito da ingenti spese di milioni e milioni di euro per consulenze, pagate ai migliori professionisti italiani ed anche stranieri, e dal martellante onere di interessi e derivati….
e, allora?
Tac, per miracolo, o con un colpo di bacchetta magica, ecco gli Strumenti Finanziari Partecipativi, propagandati come carta straccia che non conta niente, un vero regalo delle generosissime Banche….

E va bene, hanno detto i cafoni, chi ha pagato e chi non ha pagato, tutti insieme appassionatamente e sempre Servi vostri, ma almeno salviamo il principio consortile che ci vide uniti per fare impresa.

Intanto, il capo, ormai senza poteri, abbandona il CIS, quello che veniva prima di tutto, e si ritira sapientemente in Interporto a trattare le condizioni di resa, e così al CIS vengono sottratti il potere ed anche la rappresentanza. Non esiste nessuno che sia degno di rappresentare un popolo che ha creato, in un campo di patate, un Distretto produttivo.

Sabato scorso le Banche hanno annunciato su” Il sole 24 ore” di cercare un socio cinese per Interporto al fine di recuperare le somme finanziate.
E ci sta pure bene, però, noi, servi vostri del Sud, quanto recupereremo degli investimenti in Cisfi, Cis ed Interporto da questo miracoloso socio?
Oppure vuoi vedere, che gira e volta, e finirà col pagare sempre Pantalone?

E la Banca di Sviluppo, usata ed abusata per finanziare la gestione del Sistema, finita nelle mani della Fondazione del Banco di Napoli, diluendo il valore partecipativo dei soci fondatori della Popolare ed annullando l’interesse ad investimenti nel territorio, esiste ancora per questo popolo di mercanti che l’ha fondata?
Ci troveremo almeno una Banca di riferimento nel Territorio?
Che facciamo, protestiamo?
E con chi?
Con la Banca d’Italia che aveva dimissionato, per gravi inadempimenti, il nostro stesso consiglio d’amministrazione?

A noi, alla fine della Fiera, che ci resta?

Se farete i buoni ed avrete pagato sino all’ultimo euro, capitale, interessi e derivati, Vi infilano, con un colpo di fortuna, nella prossima “finestra” e Vi concederanno, finalmente, il Vostro legittimo riscatto, dopo trent’anni.
Pure l’ergastolo di questi tempi dura meno.

E va bene lo stesso, tiriamo avanti, tanto sempre servi vostri siamo,
ma, almeno, questi capannoni riscattati potremo usarli per le finalità costitutive della società o dovremo  fare spazio ai cinesi anche nell’isola 6 che si presta a meraviglia per la nuova Zes, Zona esclusiva Speciale, che di speciale non ha proprio niente, anzi mi pare proprio la solita, ordinaria, programmata prepotenza finanziaria, nell’indifferenza generale…

Bentornati al Sud.

E tutti vissero infelici e scontenti, salvo i gestori del vapore…..

Ciuf, ciuf, ciuf, ciuf , il treno riparte veloce, veloce per la via della Seta.

E noi?

E già…ma che vulite , nui simm ro Sud, anzi ro CIS, nun cuntamme nient….

Attaccatevi al treno!

Servi vostri, eccellenza.

e scusate la minuscola, ma la maiuscola, di questi tempi, l’attribuisco solo a Dio.

Emilio

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