Ieri sera é scomparso Gennaro Brancaccio, un uomo che portava nel cuore grandi valori con straordinaria umanità.

Eravamo in riunione al CIS con tantissimi soci, si parlava di progetti e di futuro, e proprio in quei momenti ho avuto la triste notizia.

Mi sono profondamente turbato, avrei voluto comunicarla ai soci presenti, ma poi ho considerato che avrei alterato il corso e, forse , l’esito della riunione.

Voi tutti sapete che Gennaro é stato un socio della prima ora, un uomo saggio ed onesto che amava molto il CIS.

Era talmente delicato che avrebbe preferito il silenzio, non amava il clamore, ma i sentimenti autentici che viveva con sorprendente semplicità.

Ho avuto l’onore di conquistare uno spazio nel suo cuore e riconoscere in Lui i valori più belli, primo, fra tutti, la vera amicizia.

L’amicizia come concentrazione delle più belle espressioni della nostra umanità: fiducia reciproca, speranza condivisa, solidarietà incondizionata e rispetto, profondo rispetto per le opinioni.

Gennaro, nel CIS è stato questo e ci lascia una grande lezione di vita, di moralità e di impegno sociale.

Non ho mai ascoltato dalla sua voce una parola contrariata, ma sempre paziente tolleranza, anche nei momenti più difficili.

Due ricordi sono legati a tempi recentissimi.

Il primo al mio ricovero in terapia intensiva per un infarto.

Mi ha seguito ogni giorno, attraverso mio figlio, con una premura che solo una persona di grandi sentimenti può dedicare.

Non lo dimenticherò mai.

Pochi giorni fa, chiese d’incontrarmi ed io lo accolsi con grande gioia.

Volle venire Lui da me, per festeggiare la mia guarigione e nell’occasione, mi parlò di CIS, della sua bella azienda, dei suoi figli, dei suoi nipoti.

Erano le sue grandi passioni, mi consegnò con fiducia i suoi pensieri.

Ho riconosciuto una tenerezza straordinaria nei suoi contatti umani più intimi e delicati: il padre, il nonno, il maestro di lavoro.

Un grande uomo che ha realizzato con semplicità un meraviglioso progetto di vita.

Ti voglio bene assai, Gennaro.

Il CIS non poteva avere socio migliore.

Emilio

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