Innovazione, il CIS cambia pagina.

E’ ancora attuale?

E le nostre News, le informative trasparenti come un cristallo, dove sono finite?

E i bei progetti, la città dei mestieri, l’internazionalizzazione delle imprese, l’innovazione tecnologica?

Siamo forse rimasti soli?

No!

Noi Siamo il CIS: gli uomini passano, ma il CIS riapre ogni mattina il suo cancello a migliaia di donne ed uomini della nostra Terra, con rinnovata speranza.

Questo é il nostro futuro prossimo ed anche quello remoto.

Credo che oggi, ancora più di prima, debba essere fissato un confine netto fra finalità, destino ed interessi di CIS ed Interporto, due società ben distinte e differenziate, soprattutto nella composizione della base associativa.

É un problema antico, mai risolto in maniera chiara e definitiva.

Rileggetevi la storia della nostra vita sociale e troverete ampie tracce dell’interferenza di Interporto nel nostro destino.

I distinti Accordi di ristrutturazione dei debiti delle due società, furono subordinati solo per la necessità di regolare, con una consistente svalutazione, i crediti del CIS verso Interporto per i finanziamenti disposti dalla pregressa gestione amministrativa.

Sarebbe ingiustificabile pretendere che il CIS debba ancora sopportare la negativa  influenza dell’incertezza amministrativa dei vertici di Interporto Campano, pur riconoscendo la naturale complementarietà delle due strutture sociali nell’ambito del nostro prestigioso Distretto.

Le imprevedibili dimissioni dell’amministratore delegato di Interporto Campano, dr. Sergio Iasi, nominato, con ampi poteri, su indicazione del ceto bancario, proprio per gestire il piano di rilancio previsto dall’Accordo di ristrutturazione, se confermate, proporrebbero una condizione di oggettivo disagio anche per CIS, dove lo stesso dr. Iasi, ricopre, con riconosciuto consenso, equivalente carica di nomina bancaria, nonché la Presidenza del c.d.a.

Non intendo entrare nel merito della questione, almeno sino a quando non sarà data pubblicità alla notizia, con la stessa rilevanza che ne registrò l’insediamento.

Credo che la comunità sociale meriti una rispettosa informazione sullo stato del governo del CIS, ancorché sia convinto che la conferma della previsione di una modifica dei poteri della società Interporto Campano ci dovrebbe lasciare completamente indifferenti, se non per eventuali effetti di trascinamento nel nostro assetto amministrativo.

Un principio inderogabile deve essere ribadito con fermezza nella gestione del CIS: la continuità amministrativa e l’assoluta estraneità a qualsiasi determinazione assunta nell’ambito di altre società del Distretto.

Noi, CIS, abbiamo dimostrato al ceto bancario, con inequivocabili risultati contabili, di avere forza, capacità e determinazione sufficiente per adempiere, con largo anticipo sui tempi previsti, agli impegni assunti.

L’unico nostro interesse è la continuità amministrativa, in piena autonomia, per completare in tempi brevissimi la cancellazione di tutte le ipoteche che gravano sui soci adempienti e consentire il riscatto di tutto il patrimonio immobiliare individuale, come stipula l’Accordo.

Abbiamo, inoltre, legittimo interesse ad eseguire il programma di restyling presentato, con convinto entusiasmo, dal Dr. Iasi, appena il mese scorso, diabolica ironia della sorte, proprio per favorire il rilancio del progetto industriale di centinaia di aziende socie e completare la riqualificazione della nostra società, CIS SPA.

Noi, comunità sociale, sosterremo con serenità e rigore, il nostro progetto in continuità  amministrativa, evitando ogni coinvolgimento che ci allontani dal nostro obiettivo di effettivo risanamento.

Il nostro organo amministrativo ha capacità ed autorità necessaria per governare nel segno della continuità e dello sviluppo, con il richiesto consenso del ceto bancario, come previsto dalle condizioni statuite nell’Accordo, senza lasciarsi influenzare da altri scenari che non ci appartengono.

Esiste, nel diritto e nella vita, un principio sacro e inviolabile, quello della responsabilità oggettiva e personale.

A ciascuno la sua!

 Lunga vita al Cis.

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