CIS : UN PALAZZO DI CRISTALLO ~ Lunga vita al CIS

Dialogo fra vivi: gli ideali non muoiono mai.
Pubblicato 30 domenica Ott 2016…..

Una realtà indistruttibile: noi siamo il CIS.

Modestia, dignità ed onore sono i colori della nostra bandiera.

Mi piace riproporvi questo articolo che rimane più che mai di grande attualità.

 

 


Mi sono trovato in un posto che non avevo mai visto prima; era bellissimo ma non riuscivo a definirlo.
Non so se esiste al mondo un posto così, forse nell’oblio, prima o dopo la vita.
C’era una luce intensa ma non abbagliante, era perfetta, una distesa infinita di verde alternato con il blu di qualche laghetto circondato da palme, appena sfiorate dal vento.
In un angolo ho intravisto, in momenti diversi, due persone a me molto care, per motivi diversi ma coincidenti nel vagare del mio pensiero.
Stavano in piedi a discutere, all’ombra di una quercia generosa, stranamente vestiti, tutti di bianco, con un viso sorridente e sereno.
Mi sono avvicinato a loro con gioia, salutandoli con grande emozione, come quando incontri una persona cara dopo tanto tempo.
Non mi hanno risposto ed hanno continuato a parlare…
D’impulso ci sono rimasto male, poi ho capito d’essere entrato in un mondo che non mi apparteneva ancora.
Ho deciso di rimanere in silenzio ad ascoltare, tanto non mi avrebbero sentito….
Ho riconosciuto il mio amico Dino Celentano con la sua indimenticabile affabilità, appena turbata da quel pizzico di amarezza che negli ultimi anni era affiorata con tanta frequenza.
Con Lui discuteva serenamente il notaio Canio Restaino con la consueta pacatezza e quella grande capacità di rendere semplici le cose più complesse.
Si conoscevano bene, Dino è stato uno dei fondatori del nostro Cis e Canio ne ha scolpito l’anima.
Nessuno più di Lui seppe trasformare un forte desiderio di stare insieme in un sistema giuridico che ne fu espressione fedelissima.
Dino, con quel tono “incazzato” di chi si sente tradito, sbuffò seccato: “notaio, ma Vui virite che stann combinann la’ basc”
” Celentano, Celentano , qui siamo in Paradiso, qui tutto è perfetto… vedete, laggiù niente è perfetto, ma io mi appassionai tanto a questa idea di un’impresa consortile, tutti insieme, cosa rara per un popolo di solisti, che mi sforzai d’inventare una regola quasi perfetta”
Replicò Dino, ancora più infervorato:
“ma che vulite ricere, allora o’ Cis nun o’ ponne sciogliere?”
“Celentano, Celentano, tinite semp a stessa capa! È certo che lo possono sciogliere, mica stanno in Paradiso, laggiù non esiste la perfezione, ma ci siamo avvicinati molto”
“E allora? “Aggiunse Dino con ansia.
“Vedete, nello Statuto, scrissi l’articolo 6 per sigillare la società consortile, presi i soci e li attaccai ai capannoni: tanti metri, tante azioni” disse con calma il grande notaio Restaino.
Dino assunse un tono più importante e, questa volta, in perfetto italiano, disse: “Notaio, allora che mi state dicendo che non se lo possono prendere il nostro CIS?”
Rispose, con paziente benevolenza il buon Canio:
“Beh, non è proprio così, perché tra i vivi si parla spesso di democrazia assembleare: significa che quando la metà più 1 decide di sciogliere un impegno, allora non c’è niente da fare.
Però è vero pure il contrario e questo significa che un torto non può diventare facilmente un diritto….”
Dicendo questo scomparve….
pare che abbia avuto incarico da San Pietro di proporre una regola che attribuisca alle buone azioni compiute in vita dai residenti, una quota proporzionale di Paradiso…..

Emilio.

Dedicata a Chi inventò il più bel campione di società consortile e a Chi mi ha trasmesso con fiducia e passione il desiderio di lottare per una Lunga Vita al CIS.

Si può essere maestri di diritto, ma Lui fu per noi il maestro del Diritto.

Questo è un dialogo fra vivi, perché gli ideali non muoiono mai.

 

 

 

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